Monza - Un caso di revenge porn risalente al 2018 si conclude con condanne pesanti per due uomini e una donna. La vicenda ha avuto come vittima una 48enne residente a Usmate Velate (Monza e Brianza), vittima di estorsione e molestie che hanno messo a rischio la sua reputazione e la sua serenità personale.

Secondo quanto emerso dal processo, i due uomini condannati – un 48enne di Trezzo sull’Adda e un 37enne siciliano – avrebbero realizzato un video a luci rosse in cui la donna era riconoscibile, mentre loro comparivano con il volto coperto. La clip, inviata anche ai vicini di casa della vittima e pubblicata su Facebook, conteneva accuse false, come la presunta frequentazione di minorenni e la partecipazione a furti, accompagnate dalla richiesta di pagamenti per non diffondere il materiale.

Il Tribunale di Monza ha condannato i due uomini a 9 anni di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici e un risarcimento complessivo di 30.000 euro a favore della vittima. Una donna che aveva avuto accesso al profilo social della 48enne per condividere il video è stata condannata a 17 mesi di reclusione, pena sospesa, per reati informatici.

La vittima ha dichiarato di aver avuto una relazione con uno degli imputati, che le aveva fatto credere di ospitare un cugino, ma in realtà si trattava del suo compagno. Dopo la scoperta, sono iniziate le richieste di denaro, inizialmente di piccole somme fino a 500 euro, fino ad arrivare alla diffusione del video a vicini e contatti online, generando uno stato di profonda frustrazione e paura. Testimoni hanno riferito episodi di minacce e intimidazioni, come scritte sulla porta e telefonate minacciose, che hanno spinto la donna a cambiare abitazione.

Gli imputati hanno negato ogni accusa, sostenendo che la denuncia fosse frutto di gelosia e fraintendimenti riguardo alla natura della loro relazione con la vittima.

Il caso evidenzia le gravi conseguenze del revenge porn, tra violenza psicologica, estorsione e diffamazione, e la necessità di misure legali severe per tutelare le vittime.