Ghedi (Brescia), 6 novembre 2025 – Rifiuti camuffati da fertilizzanti e sparsi sui campi agricoli di mezza Lombardia. È quanto emerso da una complessa inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, che ha portato al sequestro dell’impianto di compostaggio di Ghedi, nel Bresciano, al centro di un presunto traffico illecito di rifiuti.

Il provvedimento, confermato dal Tribunale di Brescia, è stato eseguito dai Carabinieri Forestali insieme al Nucleo Operativo Radiomobile di Verolanuova e riguarda anche macchinari e attrezzature dell’azienda coinvolta.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la società avrebbe gestito per anni tonnellate di scarti industriali, presentandoli falsamente come compost destinato all’agricoltura. In realtà, i materiali non avrebbero perso la natura di rifiuto e sarebbero stati distribuiti come fertilizzanti falsi su terreni agricoli in Lombardia ed Emilia-Romagna.

L’indagine ha permesso di tracciare la movimentazione dei materiali attraverso circa seimila documenti di trasporto, individuando almeno 17 comuni coinvolti tra le province di Brescia, Mantova, Cremona, Lodi e Piacenza. Tra questi figurano Calvisano, Bagnolo Mella, Montichiari, Leno, Montirone, Crotta d’Adda e Castelvetro Piacentino.

Il legale rappresentante dell’azienda è stato denunciato con l’ipotesi di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, reato previsto dall’articolo 452-quaterdecies del codice penale.

Le indagini proseguono per accertare la quantità effettiva di rifiuti smaltiti illegalmente e l’impatto ambientale provocato dalla diffusione dei materiali contaminati sui terreni agricoli.