Milano –
Alfonso Signorini è “molto rammaricato per la montagna di fango che lo ha investito”, ma allo stesso tempo “estremamente determinato e fiducioso di poter presto ristabilire la verità dei fatti. Verità che potrebbe emergere in futuro anche da elementi nuovi e sorprendenti”. A dichiararlo al Corriere della Sera è il direttore di Chi, scrittore e conduttore televisivo, attraverso le parole del suo avvocato Andrea Righi, in merito alle accuse pubbliche avanzate da Fabrizio Corona nel suo programma online Falsissimo, poi confermate in Procura a Milano.

Si tratta della prima reazione di Signorini dopo l’interrogatorio dell’ex re dei paparazzi davanti ai pm milanesi.


La querela di Signorini e l’inchiesta per revenge porn

L’avvocato Righi ha depositato una querela contro Corona in Procura, da cui ha avuto origine l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Alessandro Gobbis e dall’aggiunto Letizia Mannella. Corona è iscritto nel registro degli indagati per il reato di revenge porn.

Durante l’interrogatorio durato 40 minuti, Corona ha dichiarato di aver risposto solo per tre minuti alle accuse specifiche a suo carico, dedicando invece gran parte della deposizione a parlare del presunto “sistema Signorini”: secondo l’ex paparazzo, Signorini avrebbe chiesto favori sessuali in cambio dell’ingresso di aspiranti volti tv nella casa del Grande Fratello.


Sequestro di materiale e riferimenti a Vallettopoli

Le forze dell’ordine hanno perquisito l’abitazione di Corona e la sede della società Velvet Cut srl, produttrice di Falsissimo, a Milano, e gli studi di produzione a Cologno Monzese. Sono stati sequestrati video, foto e chat.

“Non agisco per vendetta, non è gossip: conosco quel sistema da quando avevo 19 anni, dai tempi di Lele Mora”, ha dichiarato Corona al pm Alessandro Gobbis. L’ex re dei paparazzi ha fatto riferimento anche al 2010, al processo Vallettopoli che si concluse con una condanna a 5 anni per estorsione: “Ricordo che Signorini ha ritirato un servizio che riguardava Lapo Elkann – ha spiegato – e molti servizi su Marina e Piersilvio Berlusconi, custodendo questi segreti si sente protetto”.


L’avvocato Righi chiarisce il reato contestato

“Mi sembra che si stia perdendo il focus su quello che, ad oggi, è l’unico reato in contestazione, ovvero il revenge porn, per il quale l’indagato non è il dottor Signorini”, precisa l’avvocato Righi al Corriere.

Il legale ricorda che la normativa punisce non solo chi diffonde immagini o video sessualmente espliciti senza consenso, ma anche chi li riceve, dopo averli esplicitamente e insistentemente richiesti a fini divulgativi. “Che Corona abbia ricevuto da terzi le immagini che ha pubblicato non lascia spazio a dubbi. Anche dopo i sequestri, in una puntata trasmessa successivamente, sono state nuovamente diffuse chat e immagini sessualmente esplicite. Il fatto che alcune fossero opacizzate nulla toglie al fatto che l’indagato le abbia sollecitate e ricevute”.

Righi conclude commentando con cautela alcune dichiarazioni di Corona: “Apprendo che durante l’interrogatorio avrebbe parlato di un’agenzia che, dietro pagamento di 50-100 mila euro, procurerebbe l’ingresso al Grande Fratello. Non commento, lascio a voi le conclusioni”.