Genova – Nove persone sono state arrestate con l’accusa di aver finanziato Hamas per 7 milioni di euro attraverso varie associazioni. Tra gli indagati figura anche Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia, definito dagli investigatori un “membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas” e “vertice della cellula italiana dell’organizzazione Hamas”.

I provvedimenti cautelari, eseguiti da polizia e Guardia di Finanza, sono stati emessi nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova. Contestualmente, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 8 milioni di euro e tre associazioni coinvolte nell’operazione. Tutti i destinatari delle misure cautelari sono stati portati in carcere.

Le indagini
L’attività investigativa è nata dall’analisi di segnalazioni relative a operazioni finanziarie sospette e si è sviluppata grazie a scambi informativi con altri uffici inquirenti italiani. Gli inquirenti contestano agli indagati di aver fatto parte e di aver finanziato Hamas tramite associazioni come l’Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese (ABSPP ODV) e l’Associazione benefica La Cupola d’Oro.

Le indagini hanno evidenziato che i finanziamenti sarebbero stati indirizzati a sostenere le attività del gruppo islamista anche attraverso trasferimenti a esponenti di Hamas, tra cui Osama Alisawi, già ministro del governo di fatto a Gaza, e ai familiari di persone coinvolte in attentati terroristici o detenuti per reati con finalità terroristiche.

Le precisazioni della magistratura
Il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Mlillo, insieme al procuratore di Genova, Nicola Piacente, hanno sottolineato che le indagini “non cancellano i crimini commessi dalla popolazione israeliana a Gaza” ma hanno ribadito che “tali crimini non possono giustificare gli atti di terrorismo compiuti da Hamas né costituirne circostanza attenuante”.

Il commento del Ministro dell’Interno
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito l’operazione “molto importante e significativa”, evidenziando come dietro iniziative a favore delle popolazioni palestinesi alcuni soggetti avrebbero celato “il sostegno a organizzazioni con finalità terroristiche di matrice islamista”. Il ministro ha ringraziato le forze di polizia per la ricostruzione dei flussi finanziari su scala internazionale, definendo l’operazione “l’ennesima dimostrazione delle competenze investigative delle nostre forze dell’ordine”.

L’indagine conferma la costante attenzione delle autorità italiane nel monitorare e contrastare il finanziamento di organizzazioni terroristiche a livello internazionale.