Busto Arsizio (Varese), 19 dicembre 2025 – Marco Manfrinati, 42 anni, ex avvocato di Busto Arsizio, sarà sottoposto a perizia psichiatrica per accertare se fosse capace di intendere e di volere quando, il 6 maggio 2024, ha ucciso a coltellate l’ex suocero Fabio Limido e tentato di uccidere l’ex moglie Lavinia Limido in via Menotti a Varese.

La decisione è stata presa oggi dalla Corte d’Assise del tribunale di Varese al termine dell’istruttoria. Il perito dovrà anche valutare la pericolosità sociale dell’imputato, reo confesso dell’aggressione.

In apertura di dibattimento, il presidente Andrea Crema aveva precisato che la Corte avrebbe preso una decisione sulla richiesta della difesa solo dopo aver acquisito tutti gli elementi necessari.

Oggi Manfrinati ha letto in aula una lettera al figlio, nel quale ha chiesto scusa al bambino per aver ceduto alla rabbia, definendo la separazione dal figlio come la causa scatenante dell’aggressione: “Senza di te ero arrivato a fine corsa”. L’imputato non ha invece espresso parole di pentimento verso Fabio e Lavinia Limido, vittime dell’aggressione.

“Rispettiamo la decisione della Corte ma restiamo contrari alla perizia psichiatrica. A nostro parere Marco Manfrinati non è un pazzo, è un assassino”, ha commentato l’avvocato Fabio Ambrosetti, legale di parte civile.