Pavia, 4 dicembre 2025 – La giudice di Pavia Daniela Garlaschelli ha respinto l’istanza presentata dall’avvocato Domenico Aiello, difensore dell’ex pm Mario Venditti, che chiedeva di trasferire il procedimento relativo al caso Garlasco da Pavia a Brescia. La richiesta si basava sull’articolo 11 del codice di procedura penale e mirava a legare il procedimento sulla presunta corruzione ai magistrati bresciani con l’omicidio di Chiara Poggi, il cui responsabile, secondo l’accusa, sarebbe Andrea Sempio.

Nel provvedimento, risalente al 13 novembre ma reso noto solo ora, la giudice Garlaschelli ha chiarito che Venditti “non è legittimato a proporre a questo ufficio alcuna istanza di trasferimento di un procedimento del quale non è parte”, rendendo di fatto l’istanza inammissibile.

La giudice entra poi nel merito della tesi difensiva, evidenziando che la connessione prevista dal codice riguarda “unicamente quella in cui i reati sono stati commessi per eseguirne o occultarne altri”. La contestata corruzione del 2007, invece, non rientrerebbe in tale previsione: non sarebbe stata posta in essere “per occultare il reato di omicidio”, bensì “per assicurare l’impunità al suo autore”, come sostenuto dalla difesa.

Alla luce di queste considerazioni, l’ipotesi di incompetenza territoriale risulta “priva di base normativa” e la competenza sul procedimento resta dunque a Pavia.