Miradolo Terme (Pavia), 21 dicembre 2025
– Un inseguimento ad alta tensione si è concluso nella notte tra sabato e domenica lungo le strade del Pavese, dove un gruppo di malviventi è riuscito a far perdere le proprie tracce dopo aver abbandonato un furgone in mezzo alla carreggiata per bloccare i carabinieri e proseguire la fuga a bordo di un’altra auto, anch’essa rubata.

L’episodio è avvenuto nell’ambito di un servizio di prevenzione dei furti notturni alle aziende locali, condotto dai carabinieri della Stazione di Chignolo Po e dal Nucleo Radiomobile della Compagnia di Stradella. I militari hanno intercettato a Miradolo Terme, lungo la Strada provinciale 189, due veicoli sospetti: un furgone Fiat Ducato e un’Alfa Romeo Giulietta.

Alla richiesta di fermarsi, i conducenti dei due mezzi non hanno ottemperato all’alt, dandosi alla fuga in direzione della Sp412. Ne è nato un inseguimento proseguito fino al territorio di Inverno e Monteleone.

Il tentativo di bloccare i carabinieri

Nel tentativo di rallentare la corsa delle pattuglie, i fuggitivi hanno abbandonato il furgone di traverso sulla carreggiata, utilizzandolo come ostacolo. Non solo: secondo quanto riferito dall’Arma, avrebbero anche spruzzato polvere da un estintore verso i veicoli di servizio, riuscendo così a bloccare momentaneamente la “gazzella” dei carabinieri.

Approfittando della manovra, tutti i componenti della banda sono risaliti a bordo dell’Alfa Romeo Giulietta, allontanandosi in direzione del comune di Villanterio.

Mezzi rubati e indagini in corso

Gli immediati accertamenti hanno permesso di stabilire che entrambi i veicoli erano stati rubati la stessa sera: il furgone a Sant’Angelo Lodigiano, l’auto a Leno, in provincia di Brescia. Il Fiat Ducato è stato recuperato dai carabinieri, mentre sono tuttora in corso le ricerche della Giulietta.

Le indagini proseguono per risalire all’identità dei responsabili, anche attraverso l’analisi dei furti commessi e dei movimenti della banda.

Secondo gli investigatori, con ogni probabilità i due mezzi dovevano essere utilizzati per mettere a segno un ulteriore colpo nella zona del Pavese, sventato però dall’intervento preventivo dei militari. Si tratterebbe di una banda di “pendolari del furto”, attiva in diverse province lombarde e specializzata nei colpi notturni, soprattutto nei fine settimana quando le aziende sono chiuse.