Lodi, 22 dicembre 2025 – Un parto avvenuto tra le mura domestiche si è trasformato in tragedia nel centro storico di Lodi. Sabato 20 dicembre un neonato è stato trovato in arresto cardiaco e, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare. La Procura ha disposto il sequestro della salma e l’avvio degli accertamenti previsti nei casi più delicati.

L’allarme è scattato poco prima delle 11 del mattino, quando una vicina di casa, preoccupata dalle urla provenienti dall’appartamento accanto, è entrata nell’abitazione e ha immediatamente chiamato il 118. All’arrivo dei sanitari, la donna, una 35enne di origine ecuadoriana in gravidanza a termine, aveva già partorito, ma il neonato risultava privo di reattività. In casa, al momento dei soccorsi, non era presente nessun’altra persona.

Madre e figlio sono stati trasportati d’urgenza in ospedale. Qui è stato attivato il protocollo del Codice viola, previsto nei casi in cui si ipotizzi un possibile contesto di violenza. In una prima fase non sarebbero emersi segni evidenti di lesioni né sulla donna né sul neonato, ma la procedura è stata avviata in via precauzionale. I carabinieri della compagnia di Lodi sono stati quindi allertati per gli accertamenti di competenza. Il ginecologo intervenuto ha redatto una relazione sanitaria, successivamente acquisita dagli investigatori.

La madre è stata ricoverata in stato di shock. I sanitari stanno ricostruendo la sua storia clinica per fornire eventuali elementi utili alle indagini. Da quanto emerso finora, la donna non risiederebbe stabilmente nell’abitazione dove è stata soccorsa e in passato si sarebbe rivolta autonomamente a diverse strutture sanitarie, riferendo presunte violenze subite.

Spetterà ora ai carabinieri e alla Procura chiarire con precisione la dinamica dei fatti e verificare se dietro la vicenda vi sia una possibile storia di maltrattamenti o soprusi. In presenza di riscontri, la donna potrà essere presa in carico non solo dall’ospedale ma anche dai servizi sociali del Comune competente, per un percorso di tutela e sostegno.

Decisivo sarà l’esito dell’autopsia sul corpicino del neonato, unico esame in grado di chiarire le cause del decesso. La data dell’accertamento non è ancora stata fissata. La salma si trova attualmente all’Istituto di medicina legale di Pavia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.