Nova Milanese (Monza Brianza), 28 dicembre 2025 – Maria Luisa Chinnici, 60 anni, dovrà presentarsi a marzo all’udienza preliminare al Tribunale di Monza. La donna rischia di essere processata per concorso morale nell’omicidio premeditato della sorella Giovanna e nel tentato omicidio della nipote Greta.

Il 24 ottobre 2024, il marito della donna, Giuseppe Caputo, 62 anni, ha ucciso con 13 coltellate la 63enne Giovanna Chinnici sul pianerottolo del loro condominio in via Magellano. La vittima era intervenuta per difendere la figlia dagli attacchi dello zio. Secondo l’accusa, Maria Luisa Chinnici avrebbe incitato il coniuge con la frase “Vai, ammazzala” mentre usciva di casa impugnando il coltello.

Caputo è stato condannato dalla Corte d’Assise di Monza a 23 anni di carcere, seguiti da 5 anni in struttura psichiatrica giudiziaria e 3 anni di libertà vigilata, in quanto ritenuto seminfermo di mente. Ora la 60enne dovrà rispondere di concorso morale nell’omicidio e nel tentato omicidio premeditati.

La Procura aveva chiesto l’archiviazione per Maria Luisa Chinnici, ma la giudice Letizia Anna Brambilla ha accolto l’opposizione dei difensori di parte civile dei familiari della vittima, disponendo l’imputazione coatta.

All’origine del drammatico episodio vi erano dissapori familiari ed economici, sfociati in controversie legali. A gennaio la donna dovrà affrontare un altro processo per atti persecutori verso i familiari della sorella defunta. Già sottoposta a misure cautelari di divieto di dimora e avvicinamento ai parenti, Maria Luisa Chinnici ha lasciato l’abitazione familiare a Nova Milanese.