Paderno Dugnano: amputato per errore l’avambraccio di un paziente, la Procura chiede archiviazione per l’anestesista
Paderno Dugnano (Milano), 15 dicembre 2025 – La vicenda che ha visto un 70enne di Seveso perdere l’avambraccio destro durante un intervento ...
Paderno Dugnano (Milano), 15 dicembre 2025 – La vicenda che ha visto un 70enne di Seveso perdere l’avambraccio destro durante un intervento chirurgico per tumore alla prostata alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano prosegue tra perizie e battaglie legali. La Procura di Monza ha chiesto l’archiviazione per l’anestesista, accusato di lesioni colpose gravissime, ma la difesa del paziente si è opposta, ottenendo dal giudice del Tribunale di Monza un supplemento di perizia che scagiona il medico.
Il ricovero e l’anestesia risalgono all’8 luglio 2024. Durante la preparazione all’operazione, l’anestesista aveva effettuato un accesso venoso all’arto superiore sinistro, uno alla vena giugulare destra e infine un accesso all’arteria radiale destra con agocannula. Immediatamente dopo quest’ultimo passaggio, il paziente ha avvertito un dolore intenso al braccio, perdendo i sensi. L’intervento è stato sospeso e il 69enne trasferito in terapia intensiva, dove sono stati eseguiti due interventi chirurgici sul braccio per una presunta lesione dell’arteria che avrebbe causato ischemia, provocando la necrosi e l’amputazione di tre dita.
Il 5 agosto 2024, constatata l’irreversibilità del danno, il paziente è stato trasferito all’ospedale San Gerardo di Monza, dove si è proceduto all’amputazione dell’intero avambraccio. La vita dell’uomo è cambiata radicalmente: ha bisogno di assistenza per le attività quotidiane, ha dovuto prendere una nuova patente e un’auto adattata, e non può più dedicarsi ai suoi hobby come bricolage, falegnameria e piccoli interventi di metalmeccanica. Tutte le spese, comprese quelle mediche, sono al momento a suo carico in attesa dell’esito del procedimento civile.
Secondo la Procura, la perizia medica ha rilevato una violazione delle buone prassi cliniche, ma ha stabilito che un test preventivo sulla funzionalità della circolazione dell’arteria radiale non avrebbe garantito di evitare l’evento lesivo. L’avvocata del paziente, Roberta Minotti, contesta questa conclusione, sostenendo che l’uso di un ecografo prima dell’inserimento della cannula avrebbe potuto prevenire il danno. Per questo motivo, il giudice ha disposto un approfondimento tecnico supplementare.
La vicenda resta al centro di un acceso dibattito legale tra la difesa del paziente e l’anestesista, mentre la comunità attende chiarezza sulle responsabilità in un caso che ha stravolto la vita di un uomo e della sua famiglia.
