Rozzano (Milano), 22 dicembre 2025 – Svolgeva attività altamente impattanti per l’ambiente, come il trattamento galvanico dei metalli, in totale assenza delle necessarie autorizzazioni e in violazione delle norme di tutela ambientale. Per questo i Carabinieri Forestali del Nucleo di Milano, insieme agli agenti del Nucleo Ambiente della Sezione di Polizia giudiziaria della Polizia locale della Procura di Milano, hanno sequestrato un’attività produttiva situata nel territorio di Rozzano.

Le indagini hanno accertato che le acque reflue industriali prodotte dai trattamenti galvanici, contenenti sostanze altamente pericolose e ben oltre i limiti di legge – tra cui cromo esavalente, nichel, rame e zinco – venivano convogliate direttamente nella rete fognaria pubblica. Il tutto attraverso un sistema di collegamento non autorizzato che bypassava completamente l’impianto di trattamento previsto, con un grave pregiudizio per l’ambiente e per la collettività.

Il sequestro preventivo è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari al termine di un’attività investigativa avviata a seguito di segnalazioni dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) e dell’Ufficio d’Ambito della Città Metropolitana di Milano. La normativa vigente impone che i reflui industriali siano sottoposti a rigorosi controlli e trattamenti prima dello smaltimento, soprattutto quando derivano da lavorazioni come doratura, nichelatura, cromatura, brunitura e ramatura, che impiegano sostanze estremamente nocive per l’ecosistema.

Nel corso degli accertamenti è emersa anche l’assenza di un Modello Organizzativo Ambientale, strumento fondamentale per la corretta gestione dei processi aziendali sensibili sotto il profilo ambientale. Alla luce delle violazioni riscontrate, è stata ipotizzata la responsabilità amministrativa dell’ente per la gestione illecita dei reflui industriali e dei rifiuti prodotti dall’attività.