Aggressione a un capotreno a Cavatigozzi: inseguito e picchiato in stazione
Cavatigozzi, Cremona - Violenza cieca e brutale. Un nuovo episodio di aggressione ai danni di un capotreno riporta al centro dell’attenzione...
Cavatigozzi, Cremona - Violenza cieca e brutale. Un nuovo episodio di aggressione ai danni di un capotreno riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del personale ferroviario, a pochi giorni dall’arresto a Desenzano di Marin Jelenic, accusato dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato lo scorso 5 gennaio nel parcheggio ovest della stazione di Bologna.
L’ultimo grave fatto si è verificato nelle prime ore della mattina di mercoledì 14 gennaio nella stazione di Cavatigozzi, frazione di Cremona. Vittima dell’aggressione un capotreno di 27 anni, impegnato nelle consuete operazioni di controllo delle carrozze prima dell’arrivo dei passeggeri.
Secondo una prima ricostruzione, il ferroviere avrebbe notato la presenza di un giovane a bordo di un convoglio e gli avrebbe chiesto di scendere dal treno. Una richiesta di routine che ha però scatenato una reazione improvvisa e violenta. Il ragazzo avrebbe aggredito il capotreno, costringendolo a fuggire nel tentativo di mettersi in salvo.
Ne è nato un inseguimento all’interno dell’area della stazione, durante il quale il 27enne è caduto a terra, riportando una ferita a un ginocchio. Raggiunto dall’aggressore, è stato colpito con calci e pugni e preso di mira anche con il lancio di alcuni sassi. La situazione è rapidamente degenerata, facendo temere conseguenze ben più gravi.
A evitare il peggio è stato l’intervento tempestivo del macchinista del treno, che è riuscito a soccorrere il collega e a far desistere l’aggressore. Sul posto sono successivamente intervenuti i carabinieri delle stazioni di Soresina e Robecco, che hanno fermato e identificato il giovane.
Restano al momento ignoti i motivi che avrebbero scatenato la violenta reazione. Le indagini sono in corso per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e le responsabilità dell’aggressore. L’episodio riaccende il dibattito sulla tutela e la sicurezza di chi lavora quotidianamente sui treni e nelle stazioni, sempre più spesso teatro di episodi di violenza.
