Sion, 13 gennaio – Jessica Moretti, comproprietaria assieme al marito Jacques del bar “Le Constellation” di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone, non andrà ai domiciliari. Lo ha deciso il Tribunale di garanzia di Sion, che ha disposto per la donna misure sostitutive della detenzione preventiva, accogliendo la richiesta del pubblico ministero.

Secondo la decisione del tribunale, Moretti dovrà depositare i propri documenti d’identità e presentarsi quotidianamente alla polizia. Le è stato imposto anche il divieto di lasciare il territorio svizzero e il versamento di una cauzione, il cui importo sarà definito successivamente. L’imprenditrice lascia quindi gli arresti domiciliari, ai quali era sottoposta dal 9 gennaio.

Per Jacques Moretti, invece, il tribunale ha confermato ieri, 12 gennaio, la custodia cautelare per tre mesi, ritenendo concreto il rischio di fuga.

L’uscita di sicurezza ostruita

Nel frattempo, proseguono le indagini sul tragico incendio. Nuove prove, emerse anche in un servizio del Tg3, rischiano di aggravare la posizione dei due indagati. Le telecamere hanno ripreso il corridoio sul fondo del salone del locale, mostrando una piccola porta indicata dai proprietari come uscita di sicurezza, ma ostruita da un mobiletto o un tavolino.

Una mappa del seminterrato, contenuta nella perizia della Procura di Sion, evidenzia le aree dove sono stati ritrovati i corpi delle vittime, concentrate ai piedi della scala principale nel tentativo disperato di fuggire.

Il servizio della Rai raccoglie anche la testimonianza di un sopravvissuto: “C’erano duecento persone nel panico che tentavano di salire le scale. La mia fidanzata mi urlava ‘non lasciarmi, non lasciarmi’. Ho visto i suoi capelli che fumavano, la mano bruciata”. Lo stesso testimone segnala che la schiuma fonoassorbente non sarebbe dovuta essere esposta in quel modo, ma adeguatamente protetta. Poco prima dello scoppio dell’incendio, inoltre, era stato effettuato un ordine simultaneo di 16 bottiglie accompagnate da fontane di scintille accese, mentre i vigili del fuoco hanno censito in totale una trentina di fontane luminose.

Le indagini continuano e le autorità svizzere valutano attentamente tutte le responsabilità legate alla tragedia.