Delitto di Garlasco, la difesa di Andrea Sempio chiede un nuovo incidente probatorio sui computer di Stasi e Poggi
Pavia, 26 gennaio 2026 – La difesa di Andrea Sempio , unico indagato nel nuovo fascicolo aperto un anno fa per l’omicidio di Chiara Poggi , ...
Pavia, 26 gennaio 2026 – La difesa di Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo fascicolo aperto un anno fa per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, ha richiesto un incidente probatorio informatico sui computer della vittima e di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per lo stesso delitto. La richiesta, presentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, mira a garantire un contraddittorio tra le parti fin dalle prime fasi dell’indagine.
“La nostra posizione è di ‘anatra zoppa’ rispetto agli altri – spiega Cataliotti – perché non abbiamo mai avuto accesso alle copie forensi dei computer di Poggi e Stasi. Questa lacuna ci ha impedito finora di predisporre consulenze indipendenti che possano confermare o smentire quanto emerso in passato”. La difesa sottolinea l’importanza di avere le stesse informazioni e prove di tutte le parti, per poter valutare eventuali elementi a discarico di Sempio.
La richiesta arriva a seguito delle ultime notizie diffuse dagli avvocati della famiglia Poggi, secondo cui Chiara Poggi il 12 agosto 2007, il giorno prima dell’omicidio, avrebbe aperto cartelle con materiale pornografico sul computer di Stasi, mentre il fidanzato era uscito dalla villetta di via Pascoli.
La difesa di Stasi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, ha replicato che nuovi accertamenti informatici condotti sul file della tesi tra le 22:09 e le 22:14 non confermerebbero le ipotesi avanzate dalla famiglia Poggi.
Cataliotti evidenzia come la richiesta di nuovo incidente probatorio sia coerente con quanto già avvenuto in passato per le analisi del DNA: “Anche gli esami sul DNA erano già stati effettuati, eppure è stato permesso ripeterli alla luce delle nuove tecnologie”.
Il giudice per le indagini preliminari potrà accogliere la richiesta valutando due criteri: la durata della perizia in fase di dibattimento (oltre 60 giorni) e l’opportunità della prova rispetto alla posizione dell’indagato. La difesa ritiene fondamentale il rilievo probatorio di tali accertamenti, perché potrebbero dimostrare che eventuali motivi alla base del delitto siano riconducibili esclusivamente a Stasi, escludendo Sempio dal concorso in omicidio.
Cataliotti infine chiarisce che, contrariamente ad alcune indiscrezioni, le indagini non sono vicine alla conclusione: “Su un fascicolo per omicidio il termine massimo è di 18 mesi, prorogabile a 24. Ne è passato solo uno, e la Procura di Pavia si prenderà tutto il tempo necessario per approfondire ogni aspetto in modo meticoloso”.
