Milano - Momenti di paura nel pomeriggio di mercoledì 5 agosto 2026 in diversi centri commerciali dell’area metropolitana di Milano, dove è scattato un allarme bomba dopo la ricezione di una serie di email anonime con la minaccia della presenza di ordigni esplosivi.

A essere coinvolti sono stati almeno quattro poli dello shopping: Scalo Milano Outlet & More di Locate Triulzi, il Fiordaliso di Rozzano, il centro commerciale Le Cupole di San Giuliano Milanese e il Bonola nella periferia nord-ovest di Milano.

Evacuati clienti e dipendenti

A Locate Triulzi, il grande outlet di via Milano 5 è stato evacuato e chiuso nel primo pomeriggio dopo la segnalazione ricevuta via posta elettronica da un mittente anonimo, che annunciava la presenza di ordigni all’interno della struttura.

Le stesse minacce sarebbero state inviate anche agli altri centri commerciali coinvolti, facendo scattare le procedure di sicurezza.

Centri commerciali affollati per i saldi estivi e per trovare sollievo dalle alte temperature, con centinaia di clienti costretti a uscire all’esterno in attesa delle verifiche. A Scalo Milano, dipendenti e visitatori hanno atteso all’aperto mentre le forze dell’ordine procedevano con i controlli. La riapertura della struttura è prevista per la giornata successiva.

Situazione analoga al Fiordaliso di Rozzano, dove l’evacuazione ha coinvolto famiglie, anziani e clienti presenti negli spazi climatizzati del centro commerciale, e a Le Cupole di San Giuliano Milanese, dove la zona è stata messa in sicurezza dalla polizia locale.

Controlli degli artificieri: nessun ordigno trovato

Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e artificieri per effettuare tutte le verifiche necessarie.

Al termine degli accertamenti, non è stata trovata alcuna bomba né sono state individuate persone armate. Le strutture sono state quindi dichiarate sicure e l’allarme si è rivelato un falso allarme.

A Locate Triulzi il sindaco Davide Serranò ha seguito personalmente le operazioni, rassicurando i cittadini sull’evoluzione della situazione.

Le indagini proseguono ora per risalire all’autore delle email minatorie inviate ai centri commerciali del Milanese.