Milano - L’associazione delle Mamme antifasciste del Leoncavallo non parteciperà al bando del Comune di Milano per l’assegnazione dell’immobile di via San Dionigi, individuato come possibile nuova sede del centro sociale dopo lo sgombero dello spazio di via Watteau dello scorso agosto.

Secondo la determina dirigenziale, tra le quattro manifestazioni di interesse ricevute il 5 dicembre, quella delle Mamme antifasciste non ha fornito la documentazione integrativa richiesta dall’amministrazione per proseguire l’iter. Di conseguenza, il Comune ha ammesso tre candidature alla fase di valutazione dei progetti, escludendo l’associazione dalla procedura esplorativa.

Sulla vicenda sono intervenuti il consigliere comunale e segretario provinciale della Lega Samuele Piscina e l’europarlamentare Silvia Sardone, consigliera comunale e vicesegretaria federale del partito. In una nota congiunta, parlano di “autoesclusione” ma criticano l’impostazione del bando: «Resta un fatto grave – affermano – che il Comune abbia consentito la partecipazione a realtà che per anni hanno occupato immobili senza titolo e generato problemi di ordine pubblico».

I due esponenti della Lega aggiungono che è inaccettabile che soggetti ritenuti responsabili di comportamenti illegali possano candidarsi a un’assegnazione comunale, concludendo che il mancato rispetto delle procedure ha di fatto escluso il Leoncavallo dalla partita.