Milano, 29 gennaio 2026 – Sul cranio di Abderrahaim Mansouri, il 28enne originario del Marocco con precedenti per spaccio, ucciso lunedì da un colpo di pistola sparato da un poliziotto ora indagato per omicidio volontario, è stato rilevato il foro di entrata del proiettile, ma non quello di uscita.

Un dettaglio emerso dai primi rilievi medico-legali, in attesa dell’autopsia, che confermerebbe il racconto dell’agente: secondo quanto dichiarato, il colpo è stato esploso da una distanza di circa 30 metri verso la sagoma dell’uomo, che stava puntando contro di lui una pistola durante il blitz antidroga a Rogoredo.

«L’agente ha agito per legittima difesa, di fronte a una situazione di pericolo anche per i colleghi», spiega il legale dell’agente, avvocato Piero Porciani. Dall’analisi dell’arma in dotazione all’agente è emerso che, come da lui stesso raccontato davanti al pm Giovanni Tarzia, è stato esploso un solo colpo, mentre gli altri erano in canna o nel caricatore.

La difesa ha nominato come consulente per gli esami balistici Dario Redaelli, noto anche per il suo ruolo nel delitto di Garlasco come consulente della famiglia Poggi.