Ghedi (Brescia), 14 gennaio 2026
– Tre uomini di nazionalità indiana, di 29, 28 e 26 anni, residenti a Motteggiana, sono stati arrestati nella serata di sabato 10 gennaio 2026 con l’accusa di sequestro di persona, rapina ed estorsione ai danni di un 27enne loro connazionale e della madre.

L’operazione si è svolta a Ghedi, lungo un controllo di polizia locale: gli agenti hanno individuato inizialmente uno dei rapitori mentre si trovava vicino alle vittime. Grazie alla collaborazione di un poliziotto libero dal servizio e all’intervento dei carabinieri, gli altri due complici sono stati bloccati in un bar della cittadina, uno dei quali in possesso di due pistole semiautomatiche e munizioni di vario calibro.

Il sequestro e le violenze

Secondo quanto ricostruito dalla Questura di Brescia, dai carabinieri di Verolanuova e dalla polizia locale di Ghedi, il sequestro era iniziato già la sera di giovedì 8 gennaio, tra Bresciano e Mantovano.

Il 27enne era stato incappucciato, denudato, picchiato con calci, pugni e una spranga di ferro, minacciato con armi da fuoco e filmato in stato di soggezione. I sequestratori avevano l’obiettivo di estorcere una Range Rover di lusso e ingenti somme di denaro. Sotto minaccia, madre e figlio erano stati costretti a recarsi in un ufficio postale per prelevare ulteriori fondi da consegnare ai rapitori.

Armi rubate e altri sequestri

Durante le perquisizioni domiciliari e personali, le forze dell’ordine hanno sequestrato due pistole semiautomatiche, entrambe rubate nel 2021 in provincia di Verona, 25 munizioni e diversi telefoni cellulari.

Arresto e futuro dei responsabili

Al termine delle indagini, i tre arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Brescia a disposizione della Procura. Vista la gravità dei fatti e i precedenti a loro carico, il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha disposto l’avvio delle procedure per la revoca dei permessi di soggiorno e, successivamente, l’espulsione dal territorio nazionale.

L’operazione evidenzia l’efficace coordinamento tra polizia locale, carabinieri e Questura, che ha permesso di bloccare tempestivamente i responsabili e di evitare ulteriori gravi conseguenze.