Como, 4 gennaio 2026 – Anche per Sofia Prosperi sono state spazzate via le ultime speranze. La morte della quindicenne di Mendrisio è stata dichiarata nella tarda mattinata di domenica 4 gennaio dalle autorità elvetiche, dopo la conferma arrivata dal riscontro del Dna. A darne notizia è stato l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, nel bilancio ufficiale dell’incendio del locale Le Constellation di Crans-Montana, avvenuto la notte di Capodanno.

Sofia si trovava alla festa insieme ad altri tre compagni della International School of Como di Fino Mornasco, partiti dal Comasco per trascorrere le vacanze nella località svizzera, dove almeno uno di loro soggiornava abitualmente. Due ragazzi sono riusciti a salvarsi e sono rimasti illesi, mentre un terzo è stato ricoverato venerdì al Centro Grandi Ustionati del Niguarda di Milano, trasferito d’urgenza con uno dei voli del ponte aereo tra Svizzera e Italia. Sofia, unica ragazza del gruppo, risultava invece dispersa fino alla conferma ufficiale del decesso.

Con il passare delle ore e l’avanzare delle identificazioni, si erano progressivamente affievolite le speranze di trovarla in vita. Alcuni amici avevano riconosciuto il suo profilo in un video della serata, diffuso in rete, che la ritraeva all’interno del locale proprio nel momento in cui il soffitto ha preso fuoco. Come molti altri giovani, si teme non sia riuscita a raggiungere l’uscita in tempo.

Italo-svizzera, di famiglia originaria di Roma, Sofia viveva a Castel San Pietro, piccolo centro del Canton Ticino a pochi chilometri da Mendrisio. Il padre, Matteo Prosperi, è un manager di primo piano. La notte di San Silvestro la ragazza era partita da casa con il gruppo di amici per raggiungere Crans-Montana, dove uno di loro possiede una casa di famiglia. I quattro quindicenni sono rimasti intrappolati nel locale in fiamme.

Nelle ore di angoscia che hanno preceduto la conferma ufficiale, decine di amici e coetanei hanno affidato il loro dolore ai social, in particolare a TikTok, con messaggi carichi di affetto e incredulità. “Dovevamo continuare a crescere insieme”, scrive qualcuno. “Ora sei una stella, proteggici da lassù”, si legge in un altro messaggio. Parole che raccontano il vuoto lasciato da una ragazza descritta come solare, empatica e sempre presente.

La sindaca di Castel San Pietro, Alessia Ponti, ha espresso fin da subito la vicinanza dell’intera comunità alla famiglia Prosperi, invitando al raccoglimento. Il paese, ora, è in lutto.