Bergamo - Un cittadino serbo di 37 anni è la prima persona in Italia ad aver donato in vita due organi in simultanea, consentendo alla figlia di sette anni di ricevere un trapianto combinato di rene e fegato. L’intervento, senza precedenti nel nostro Paese, è stato eseguito all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Padre e figlia sono stati dimessi lunedì 19 gennaio e sono in buone condizioni di salute.

La bambina, Sofija (nome di fantasia), era affetta da una rara malattia genetica che comprometteva gravemente fegato e reni, costringendola alla dialisi fin dall’età di quattro anni. Il quadro clinico si era ulteriormente aggravato con l’insorgenza di cirrosi epatica, rendendo impossibile un trapianto renale isolato. Da qui la scelta, valutata da un’équipe multidisciplinare, di procedere con un trapianto simultaneo, soluzione che ha garantito importanti benefici clinici per la piccola e ha evitato al padre un secondo intervento chirurgico.

«Oggi nostra figlia ha riacquistato l’appetito e la voglia di giocare – ha raccontato il padre –. Prima si stancava facilmente, ora è finalmente libera dai cateteri e potrà iniziare la scuola come tutti i bambini».

Padre e figlia sono arrivati a Bergamo lo scorso ottobre su richiesta del Ministero della Salute serbo. L’iter per il trapianto da donatore vivente in Italia, particolarmente rigoroso, ha previsto la valutazione di idoneità clinica ed etica, il parere favorevole della Commissione Regionale di Parte Terza e il nulla osta della Procura di Bergamo.

L’intervento, durato complessivamente 18 ore, è iniziato alle 9.30 del 18 dicembre e si è concluso alle 3.37 del giorno successivo. In due sale operatorie attigue si sono alternati 6 chirurghi, 7 anestesisti e 20 operatori sanitari. Il trapianto del fegato ha preceduto quello del rene, entrambi eseguiti con successo.

«Questo intervento conferma l’elevatissimo livello di specializzazione del nostro ospedale, in particolare nei trapianti pediatrici», ha dichiarato Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII. «Siamo uno dei pochi centri autorizzati a realizzare trapianti di tutti gli organi sia in età adulta che pediatrica».

Soddisfazione anche dal Centro Nazionale Trapianti. Il direttore generale Giuseppe Feltrin ha definito l’operazione «un risultato di straordinario valore clinico, organizzativo ed etico», sottolineando come il successo del trapianto testimoni «l’eccellenza del sistema trapiantologico italiano, riconosciuto a livello internazionale».

La bambina resterà a Bergamo per i controlli nei prossimi mesi, ma potrà condurre una vita regolare, segnando l’inizio di una nuova quotidianità libera dalla dialisi e dalle limitazioni imposte dalla malattia.