È morta Maria Rita Parsi, psicologa e paladina dei diritti dell’infanzia
Roma - È morta all’età di 78 anni Maria Rita Parsi , psicologa e psicoterapeuta di fama internazionale, figura centrale nella tutela dei dir...
Roma - È morta all’età di 78 anni Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di fama internazionale, figura centrale nella tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia e nel mondo. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel panorama scientifico, educativo e istituzionale, dove per decenni ha rappresentato una voce autorevole e instancabile a difesa dei più piccoli.
Nata a Roma il 5 agosto 1947, Maria Rita Parsi ha dedicato l’intera vita allo studio, alla protezione e alla valorizzazione del mondo dell’infanzia. Psicopedagogista, psicoterapeuta, docente e ricercatrice, ha saputo intrecciare attività clinica, impegno sociale, divulgazione scientifica e presenza istituzionale, diventando un punto di riferimento riconosciuto ben oltre i confini nazionali.
Tra i contributi più significativi della sua carriera spicca l’elaborazione della psicoanimazione, metodologia da lei ideata e applicata in ambito psicologico, pedagogico e terapeutico. Un approccio umanistico orientato allo sviluppo del potenziale umano, che ha trovato una struttura formativa stabile con la fondazione della Scuola Italiana di Psicoanimazione (SIPA). Attraverso questo metodo, Parsi ha trasformato teorie complesse in strumenti concreti di crescita, cura e prevenzione.
Nel 1992 fondò l’associazione onlus “Movimento per, con e dei bambini”, divenuta nel 2005 Fondazione Movimento Bambino Onlus, che sotto la sua guida si è affermata come centro di riferimento per la diffusione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza. La fondazione ha operato in prima linea contro abusi e maltrattamenti, promuovendo la tutela giuridica e sociale dei minori, in una visione fondata sull’ascolto, sulla protezione e sul rispetto dei diritti dei bambini.
Accanto all’attività scientifica e istituzionale, Maria Rita Parsi ha avuto una significativa presenza nei media. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive come esperta e ha condotto programmi dedicati ai più giovani, come Junior Tv. È stata anche una prolifica divulgatrice, collaborando con testate nazionali quali Il Messaggero, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione, Oggi, Donna Moderna, Starbene e Riza Psicosomatica. Dal 1995 era iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come pubblicista.
Il suo impegno istituzionale è proseguito fino agli ultimi anni: dal 2021 era componente del gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla Child Guarantee, mentre dal 2020 ricopriva il ruolo di esperta nell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia.
A livello internazionale, nel 2012 fu eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo con sede a Ginevra, contribuendo alla vigilanza sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti dei minori e alla definizione di politiche di tutela su scala globale.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo: consulente tecnico del Tribunale civile di Roma, membro della Commissione parlamentare per l’infanzia, componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, oltre a incarichi in comitati di autoregolamentazione pubblicitaria e televisiva e nella SIAE.
Autrice di oltre cento pubblicazioni, ha spaziato dalla psicologia alla narrativa, dalla saggistica scientifica alla divulgazione. Tra i titoli più noti: Animazione in borgata, Lo scarico, I quaderni delle bambine, Le mani sui bambini e S.O.S. Pedofilia, opere che hanno contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi spesso rimossi o sottovalutati.
Il suo lavoro è stato riconosciuto da numerosi premi e onorificenze. Cavaliere al Merito della Repubblica dal 1986, ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Paolo Borsellino, il Premio Hemingway, il Premio Eccellenza Donna e il Premio Edela.
Maria Rita Parsi lascia un’eredità fatta di pensiero, azione e responsabilità civile. Una vita spesa per dare voce a chi voce spesso non ha, e per ricordare che la tutela dei bambini non è solo un dovere morale, ma una misura della qualità democratica di una società.
