Milano – Ancora un caso di imbarco clandestino su un volo internazionale. Giovedì 26 febbraio, Svetlana Dali, cittadina russa residente negli Stati Uniti, è stata fermata all’arrivo all’Aeroporto di Malpensa dopo essersi imbarcata su un volo United Airlines 19 partito da Newark Liberty International Airport verso Milano senza passaporto né biglietto aereo.

Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe approfittato dell’affollamento dell’area partenze seguendo un passeggero regolarmente imbarcato, riuscendo a eludere sia i controlli di sicurezza sia quelli al gate. L’equipaggio si sarebbe accorto della presenza in più solo quando l’aereo, un Boeing 777-200, stava già sorvolando l’Oceano Atlantico. I piloti hanno avvisato le autorità a terra, ma il volo è proseguito fino a Malpensa, dove la donna è stata fermata e identificata.

Secondo i passeggeri, Svetlana Dali avrebbe evitato di rispondere alle domande dell’equipaggio fingendo di non comprendere l’inglese e, in un primo momento, si sarebbe nascosta nei bagni dell’aereo prima di muoversi tra i corridoi. Durante i controlli ha dichiarato di chiamarsi “Amy Hudson”, nome poi risultato falso.

Non si tratta di un episodio isolato. Nel novembre 2024, Svetlana Dali era già stata condannata per essersi imbarcata clandestinamente su un volo Delta Air Lines diretto a Parigi, sfruttando l’afflusso di passeggeri per superare i controlli. Dopo il rimpatrio negli Stati Uniti, aveva tentato di rimuovere il braccialetto elettronico e fuggire in Canada, venendo fermata a Buffalo. Le indagini hanno inoltre portato alla luce altri episodi simili negli aeroporti di Bradley e Miami nel 2024.

United Airlines ha avviato un’indagine interna e collaborerà pienamente con le autorità. Anche le autorità italiane hanno aperto un fascicolo per chiarire come sia stato possibile aggirare più livelli di sicurezza aeroportuale su un volo internazionale.