Brescia, arrestato giovane egiziano per associazione terroristica internazionale
Brescia – La Polizia di Stato ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane di origine egiziana, ...
Brescia – La Polizia di Stato ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane di origine egiziana, ritenuto partecipe di un’associazione con finalità di terrorismo internazionale.
Il soggetto era già noto alle autorità: il 4 ottobre 2024 le DIGOS di Brescia e Bergamo, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, avevano eseguito nei suoi confronti una misura di custodia cautelare per il delitto di apologia di delitti con finalità di terrorismo. Il giovane, infatti, aveva propagandato e celebrato le attività dell’Islamic State, manifestando interesse per tematiche jihadiste sui social e in network virtuali giovanili.
Le indagini avevano rivelato la volontà dell’indagato di passare all’azione, con condotte violente dirette contro cristiani, inclusi progetti di attacco a una chiesa nel centro di Bergamo. In primo grado, il giovane era stato condannato per apologia di delitti con finalità terroristica, mentre le successive indagini hanno continuato a monitorare il suo network relazionale.
Le nuove attività investigative condotte dalla DIGOS di Brescia, unitamente all’analisi forense dei dispositivi sequestrati, hanno dimostrato che il giovane non agiva da “lupo solitario”, ma in coordinamento con altri soggetti. È stato accertato il suo coinvolgimento nel gruppo di messaggistica istantanea denominato “I Pericolosi d’Egitto” e in una correlata associazione terroristica.
In base a queste evidenze, la Procura Distrettuale di Brescia ha richiesto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato previsto dagli articoli 270-bis co. 1 e 2 del Codice Penale, come partecipe dell’associazione terroristica di matrice islamica denominata “Islamic State Khorasan Province (ISKP)”.
Le indagini hanno ricostruito come l’indagato pianificasse attentati terroristici prendendo di mira stadi e luoghi di culto, progettasse di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico e seguisse un percorso di auto-addestramento, consultando siti per la creazione di esplosivi e condividendo video sull’uso di kalashnikov e tecniche di combattimento.
