Varese - È scomparso a 84 anni Umberto Bossi, fondatore e storico leader della Lega Nord, figura centrale e controversa della Seconda Repubblica italiana. Con lui se ne va uno dei protagonisti in grado di trasformare un movimento territoriale nato nel Varesotto in una forza politica nazionale.

Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago, Bossi ha sempre mantenuto un legame stretto con la sua terra, dalla quale ha tratto simboli, linguaggio e consenso. La sua carriera politica muove i primi passi a Samarate, dove in gioventù si avvicina anche brevemente al PCI, e si consolida a Gemonio, che diventa il suo quartier generale e punto di riferimento per dirigenti, militanti e giornalisti.

Negli anni Ottanta e Novanta guida la nascita della Lega Lombarda e nel 1989 della Lega Nord, aggregando movimenti autonomisti dal Piemonte al Veneto. Con il suo linguaggio diretto e spesso ruvido, Bossi intercetta il malcontento fiscale e istituzionale, portando temi come il federalismo, il rapporto tra Nord e Sud e la riforma dello Stato al centro del dibattito pubblico. Il soprannome “Senatùr”, coniato alla sua prima elezione al Senato nel 1987, è diventato un simbolo della sua identità politica.

La sua carriera ha visto anche momenti difficili, dalla malattia del 2004 alle vicende giudiziarie e politiche degli ultimi anni, ma il suo nome rimane indissolubilmente legato alla storia della Lega e alla trasformazione del sistema politico italiano.

Oggi, nei luoghi della sua vita – Cassano Magnago, Samarate e Gemonio – resta il segno concreto di una stagione politica che ha avuto nel Varesotto il suo epicentro, fatta di comizi, sezioni di partito, militanti e amministratori locali che hanno contribuito a cambiare il volto della politica nazionale.