Fabio Gimignani: ''Zibibbo Kid è rivolto a chiunque abbia voglia di sognare e ridere''
Zibibbo Kid è il nuovo libro dello scrittore Fabio Gimignani, un western dell’anima. Un viaggio emotivo fatto di ferite, rinascite e seconde...
Zibibbo Kid è il nuovo libro dello scrittore Fabio Gimignani, un western dell’anima. Un viaggio emotivo fatto di ferite, rinascite e seconde possibilità. Una storia per chi ha amato, per chi è caduto, per chi continua a cercare un motivo per credere che, da qualche parte, esista un altro inizio. Ecco cosa ci ha raccontato.
Con Zibibbo Kid torni dai tuoi lettori con un omaggio dichiarato al Far West. Com’è nato questo progetto?
È nato da una riflessione, di quelle alle quali inizialmente non dai importanza. Partiamo dalla premessa che gli “americani” erano i Nativi, e non gli europei d'importazione. Detto ciò, nel firmamento epico della Frontiera troviamo pistoleri, sceriffi e fuorilegge leggendari, provenienti chi dall'Olanda, chi dall'Inghilterra, chi dalla Spagna e da tutto il resto del Vecchio Continente. Possibile che nessun italiano abbia mai fatto parte della leggenda del West?
E quindi ho immaginato questo ragazzo di diciannove anni che, inseguendo il miraggio di un lavoro, nel 1896 si imbarca du un piroscafo e sbarca nel porto di New York per raggiungere un misterioso cugino che lo ha mandato a chiamare da Mesilla, in Nuovo Messico. E come per ogni leggenda che si rispetti, la diligenza Wells Fargo che lo conduce attraverso tutti gli Stati Uniti diventa una sorta di macchina del Destino che lo porta a incontrare e misurarsi con le grandi leggende di quel Far West che, nonostante stia inesorabilmente sfumando nel Ventesimo Secolo, è ancora presente con tutto il suo carico di poesia e violenza.
Incontrerà personaggi realmente esistiti come Wyatt Earp, Butch Cassidy, Sundance Kid e Roy Bean; ma anche soggetti bizzarri e affascinanti che lo accompagneranno nella sua metamorfosi da bestiolina impaurita a spavaldo pistolero. “Zibibbo Kid” è il mio piccolo contributo all'epopea del West, che passa attraverso una rigorosa ricerca storica e restituisce al Lettore una storia avvincente, piena di colpi di scena, praterie sconfinate, saloon chiassosi e donne affascinanti, senza però rinunciare all'ironia che da sempre contraddistingue il mio stile di scrittura.
Cosa ti ha spinto a confrontarti con un immaginario così iconico e radicato come quello western?
Se mi posso concedere un momento di sentimentalismo, confesso che il genere Western è un'eredità che mi ha lasciato mio padre, scomparso da poco a a cui il libro è dedicato. Con lui ho visto tutti i film di “cappelloni”, come era solito chiamarli; da “Quel trano per Yuma” fino a “Lo chiamavano Trinità”.
Il Western non è decisamente il mio genere (e tutti i romanzi che ho alle spalle lo confermano), ma penso che misurarsi con una storia ambientata tra le grandi leggende delle Frontiera sia stato innanzitutto un atto d'amore. Scrivere questo libro mi ha riportato accanto a mio padre, e con lui ho riso e ho pianto su ogni singola pagina. E penso che, da dove è adesso, lo stia leggendo con un sorriso sulle labbra.
Cosa rappresenta per te oggi l’immaginario western?
È una perfetta metafora dei tempi moderni. E la Frontiera, più che una linea tracciata sul terreno, è un confine psicologico tra quello che pensi di riuscire a fare e quello che riesci davvero a compiere, sorprendendo te stesso prima che gli altri. Il far West è un luogo sporco e crudele, sempre pronto a reclamare una vita quando meno te lo aspetti, ma è anche quel posto dove le persone riescono a tirare fuori valori e sentimenti tanto profondi da non immaginare nemmeno di poterne disporre.
Con “Zibibbo Kid” ho voluto dare voce a un personaggio che cambia a ogni passo. Cresce, matura, si evolve e perde la propria innocenza, proprio come accade oggi quando ci si misura con la vita del mondo esterno. L'interazione con decine di personaggi che fatico a definire solo “comprimari”, lo porta a diventare una persona diversa; e tutto avviene secondo un vero e proprio flusso di coscienza narrato pagina dopo pagina, grazie alla struttura narrativa impostata in prima persona. Il Far West come specchio dell'oggi ha trasformato questo romanzo in quello che non stento a definire, nonostante ne abbia già scritti altri dodici, il mio Romanzo di Formazione.
A chi si rivolge Zibibbo Kid?
Sicuramente non soltanto agli amanti del genere Western, anzi. Si rivolge a chiunque abbia voglia di sognare, ridere e commuoversi senza per forza dover leggere tre libri: è tutto lì dentro! È un romanzo che può essere affrontato da mille prospettive diverse, e ognuno è in grado di trarne il divertimento o la riflessione di cui ha bisogno. Si ride, e questo è innegabile: durante la fase di revisione mi sono sorpreso a sghignazzare davanti alle pagine che scorrevano, nonostante le avessi scritte io. Ma confesso che, allo stesso tempo, ho dovuto lavorare con una scatola di Kleenex sulla scrivania, perché le lacrime non si sono certo fatte desiderare.È davvero un libro per tutti: per chi ha voglia di evadere e sognare l'avventura; per chi sente il bisogno di un alter ego, magari un po' impacciato, che lo aiuti a guardarsi dentro; per chi si è stufato dei soliti schemi narrativi e vuole qualcosa di nuovo. Insomma... è un libro da leggere. Senza se e senza ma.
