Maxi-sequestro di tabacco lavorato estero: 32 tonnellate confiscate, cinque arresti
Milano – Sono 32 le tonnellate di tabacchi lavorati esteri sequestrate oggi nel porto di Genova e in altri scali europei, nell’ambito dell’...
Milano – Sono 32 le tonnellate di tabacchi lavorati esteri sequestrate oggi nel porto di Genova e in altri scali europei, nell’ambito dell’operazione denominata “Borotalco”, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia, dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia dei Monopoli, coordinate dalla Procura europea. Il valore dei diritti doganali evasi supera gli 8 milioni di euro.
L’indagine ha portato a cinque arresti tra Genova, Milano, Segrate, La Spezia, Trieste, Bosco Marengo e Napoli, mentre una sesta persona è ricercata. All’estero sono state coinvolte le forze di polizia di Regno Unito, Polonia, Francia e Svizzera.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione era transnazionale, con base nel Regno Unito, e collegamenti in Europa, Asia e Africa. A capo vi erano soggetti legati alla mafia curda e al gruppo criminale Bombacilar/Hackney Bombers. La rete usava diverse rotte di navigazione per eludere i controlli doganali e impiegava persone esperte nelle pratiche di sdoganamento, con tabacco acquistato in Armenia, Dubai e Spagna. Per evitare i sequestri, venivano utilizzate anche criptovalute.
Sono stati sequestrati beni per circa 2,5 milioni di euro, corrispondenti alle imposte evase e ai profitti del reato. Le accuse includono associazione per delinquere finalizzata al contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri, introduzione nel territorio nazionale di ingenti quantitativi di tabacco e falsità ideologica.
Le indagini hanno evidenziato che in Liguria l’organizzazione sfruttava una società, indicata come “notify delle spedizioni”, per scarico, stoccaggio e ricarico della merce, con riapposizione di sigilli contraffatti, e per fornire consulenze doganali volte a eludere controlli nel trasporto e nello sdoganamento.