Rider accoltellato davanti al McDonald’s di corso Lodi a Milano: ferito gravemente un 30enne
Milano - Aggressione nella tarda serata a Milano, dove un rider pakistano di 30 anni è stato accoltellato mentre aspettava di ritirare un or...
Milano - Aggressione nella tarda serata a Milano, dove un rider pakistano di 30 anni è stato accoltellato mentre aspettava di ritirare un ordine davanti al McDonald’s di corso Lodi.
L’uomo, identificato come Rizwan A., è stato colpito con una coltellata sotto l’ascella. Le sue condizioni sono apparse subito gravi e i soccorritori del 118 lo hanno trasportato in codice rosso all’Ospedale Niguarda, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico che avrebbe scongiurato le conseguenze più gravi.
L’aggressione davanti al fast food
Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio è avvenuto poco dopo le 22 all’angolo tra corso Lodi e via Massarani. Un gruppo di tre giovani, con il volto in parte coperto da cappucci e cappellino, avrebbe preso di mira alcuni rider in attesa degli ordini.
I tre avrebbero prima aggredito un altro fattorino pakistano di 24 anni, sputandogli addosso e spruzzandogli spray al peperoncino negli occhi. Subito dopo avrebbero colpito con un coltello il 30enne, senza tentare di rubargli il portafogli o la bicicletta.
Dopo l’aggressione il gruppo è fuggito a piedi in direzione del quartiere Corvetto, lanciando anche bottiglie di vetro verso i rider e alcuni dipendenti del fast food usciti sul marciapiede.
Indagini in corso
Gli investigatori della Polizia di Stato stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica e identificare i responsabili. Alcuni testimoni hanno parlato della presenza di un gruppo più numeroso di giovani con cui i tre aggressori stavano conversando poco prima dell’attacco.
Secondo il responsabile della sicurezza del locale, potrebbe trattarsi di un branco che agisce per intimidire e colpire persone inermi senza un movente preciso.
Gli agenti hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza interne ed esterne del fast food, che avrebbero ripreso l’intera aggressione e potrebbero rivelarsi decisive per risalire all’identità degli aggressori.
