Innsbruck - 
Si è spenta questa mattina Laura Santino, la 26enne scialpinista bresciana travolta ieri da una valanga su Cima d’Incendio, in val Ridanna, vicino a Vipiteno, in Alto Adige. Trasportata in condizioni critiche alla Clinica universitaria di Innsbruck, la donna non ce l’ha fatta. Il bilancio dell’incidente si aggiorna così a tre morti e quattro feriti, di cui due in gravi condizioni.

Laura Santino, originaria di Vobarno e residente a Promo di Vestone, era sposata con un uomo di Casto. Sportiva e appassionata di montagna, aveva giocato a pallavolo tra Vobarno e Villanuova. Lavorava per la cooperativa sociale Cogess, attiva nei servizi per persone con disabilità in Valsabbia, e gestiva la fattoria didattica La Mirtilla di Idro.

La dinamica della valanga

L’allarme è scattato ieri alle 11.40, quando diverse comitive si trovavano sul pendio a circa 2.445 metri di quota. La valanga, con un fronte di 150 metri e una lunghezza di alcune centinaia di metri, si è staccata vicino alla cima, coinvolgendo quasi l’intero versante, particolarmente ripido.

Sul posto sono stati coinvolti 25 scialpinisti. La maggior parte è stata solo sfiorata dalla massa nevosa. È scattata immediatamente una maxi operazione di soccorso: circa 80 uomini e donne del Cnsas, dell’Alpenverein, della Guardia di Finanza e dei vigili del fuoco locali, insieme a unità cinofile, hanno battuto l’intera zona. Sono stati allertati anche gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Innsbruck.

Vittime e feriti

I soccorritori, affiancati da scialpinisti rimasti illesi, hanno recuperato ieri i corpi di due uomini: Martin Parigger, 62 anni, guida alpina di Ridanna, e Alexander Froetscher, 56 anni, residente in Austria. Oggi si aggiunge la tragica conferma della morte di Laura Santino.

Tra i feriti gravi ci sono un turista tedesco e un austriaco, mentre due cittadini tedeschi hanno riportato lesioni lievi.

L’incidente riaccende l’attenzione sui rischi dello scialpinismo in alta quota, soprattutto in periodi dell’anno caratterizzati da instabilità del manto nevoso, e sulla necessità di rispettare le norme di sicurezza in montagna.

La comunità di Vobarno e Promo di Vestone piange la perdita di una giovane donna amata e stimata, e la tragedia lascia un segno profondo tra amici, colleghi e appassionati di montagna di tutta la regione.