Milano
– A circa un mese dal deragliamento del tram 9, costato la vita a Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky e che ha provocato il ferimento di altri 54 passeggeri, l’inchiesta entra in una fase cruciale. La settimana di Pasqua potrebbe infatti portare aggiornamenti significativi sul caso.

Vertice in Procura e indagini in corso

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro presso la Procura di Milano, al quale hanno partecipato i magistrati titolari dell’inchiesta, Elisa Calanducci e Corinna Carrara, insieme al perito Fabrizio D’Errico. Presenti anche gli agenti della Squadra interventi speciali della polizia locale, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, e i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro coordinati dal tenente colonnello Loris Baldassarre.

L’indagine si sta progressivamente ampliando, con nuovi accertamenti tecnici e verifiche su più fronti, nel tentativo di chiarire le responsabilità e la dinamica esatta dell’incidente.

Decisiva la scatola nera

È stata completata l’analisi della scatola nera del mezzo, considerata un elemento chiave per ricostruire quanto accaduto. I dati raccolti potrebbero fornire indicazioni determinanti su eventuali anomalie tecniche o errori umani alla base del deragliamento.

Il nodo delle vittime

Resta inoltre aperta la questione legata a una delle vittime, Okon Johnson Lucky, definito ancora un “invisibile”: al momento, infatti, non è stato possibile rintracciare i familiari.

Con l’avvicinarsi della settimana di Pasqua, gli inquirenti puntano a tirare le prime conclusioni rilevanti su una tragedia che ha scosso profondamente la città e riacceso il dibattito sulla sicurezza del trasporto pubblico.