Varese, frode al tax refund: otto denunciati per rimborsi Iva indebiti da 250mila euro
Varese, 6 marzo 2026 – Ottenere rimborsi Iva senza mai lasciare l’Italia. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale di Va...
Varese, 6 marzo 2026 – Ottenere rimborsi Iva senza mai lasciare l’Italia. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale di Varese nell’ambito di un’operazione contro le frodi fiscali legate al sistema del Tax Refund, il rimborso dell’Iva per i viaggiatori extra-Ue.
Le indagini, condotte dal Gruppo Malpensa, hanno portato alla luce otto cittadini extracomunitari accusati di aver richiesto e ottenuto rimborsi indebiti per circa 250.000 euro, dichiarando acquisti per oltre 1,3 milioni di euro. Le richieste sospette riguardano 924 operazioni, per lo più su articoli di lusso acquistati sul territorio nazionale.
Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero fornito dati falsi sui voli verso Paesi extra-Ue, senza mai prenotare biglietti o, in alcuni casi, senza utilizzare i voli indicati. È stato inoltre accertato l’uso promiscuo delle stesse carte di credito da parte di più soggetti.
Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni degli indagati sono stati sequestrati carte di credito e di debito, SIM telefoniche e documentazione fiscale e doganale, tra cui fatture e scontrini utilizzati per le richieste di rimborso. Cinque degli indagati hanno versato il 50% delle somme percepite indebitamente e hanno chiesto di accedere alla messa alla prova, che prevede la sospensione del procedimento e lo svolgimento di lavori di pubblica utilità.
Il Tax Refund consente ai viaggiatori residenti fuori dall’Ue di ottenere il rimborso dell’Iva sugli acquisti effettuati in Italia, a condizione di rispettare requisiti precisi: spesa minima di 70 euro nello stesso negozio e nello stesso giorno, beni destinati a uso personale e trasporto nel bagaglio, con uscita dal territorio Ue entro tre mesi.
Non si tratta del primo caso: nell’aprile dell’anno scorso la Guardia di Finanza aveva denunciato 43 persone, tutte straniere, per truffa ai danni dello Stato, con rimborsi indebiti per 140.000 euro ottenuti tramite dichiarazioni fittizie di residenza e domicilio.
Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.
