Bergamo, nuovo giallo sulla profanazione della tomba di Pamela Genini: trovato un capello nella casa dell’ex compagno
Bergamo – Si arricchisce di un nuovo elemento l’inchiesta sulla profanazione del feretro di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano nel 202...
Bergamo – Si arricchisce di un nuovo elemento l’inchiesta sulla profanazione del feretro di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano nel 2025. A Sant’Omobono Imagna è stato infatti rinvenuto un capello biondo su una ragnatela all’interno di una botola nell’abitazione di Francesco Dolci, ex fidanzato della vittima e già sentito come testimone dagli inquirenti.
Il ritrovamento è stato segnalato dall’inviato della trasmissione “Chi l’ha visto?”, che ha immediatamente allertato i carabinieri. I militari si sono recati nell’abitazione dell’imprenditore nel pomeriggio per i primi accertamenti.
Dolci ha spiegato agli investigatori che la ragazza “frequentava quella casa” e che la presenza del capello sarebbe quindi “compatibile con la normale frequentazione dell’abitazione”. L’uomo era già stato ascoltato nei giorni scorsi insieme ai genitori per circa dodici ore, nell’ambito dell’indagine sulla profanazione del loculo della giovane.
Secondo quanto riferito, Dolci si è sempre definito collaborativo con gli inquirenti, sottolineando di essere “l’ultima memoria vivente della vita di Pamela”. Ha inoltre raccontato di aver fornito documentazione e materiale fotografico utile alle indagini.
Parallelamente, proseguono gli approfondimenti su un video acquisito dagli investigatori e citato nel corso della trasmissione “Dentro la notizia”, che mostrerebbe un uomo nei pressi del cimitero nelle ore notturne in cui sarebbe avvenuta l’effrazione del loculo.
La profanazione della tomba, avvenuta nel cimitero di Strozza, presenta ancora numerosi punti oscuri: la bara sarebbe stata aperta con estrema precisione e successivamente richiusa, senza segni evidenti dall’esterno, rendendo inizialmente difficile accorgersi dell’atto.
Sul fronte principale del caso, resta aperto il procedimento per omicidio a carico di Gianluca Soncin, imputato per l’uccisione della giovane con 76 coltellate. Il processo inizierà il 4 giugno davanti alla Corte d’Assise di Milano, con accuse che comprendono omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, crudeltà e relazione affettiva cessata.
Le indagini sulla profanazione del feretro proseguono parallelamente e, al momento, risultano contro ignoti.
