Milano - La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il carabiniere alla guida dell’auto coinvolta nell’inseguimento che ha preceduto la morte di Ramy Elgaml, il 19enne deceduto il 24 novembre 2024 al termine di una fuga durata circa otto chilometri.

Secondo l’impostazione accusatoria della Procura, diretta da Marcello Viola, al militare viene contestato il reato di omicidio stradale con “eccesso colposo nell’adempimento del dovere”, oltre a lesioni con la stessa aggravante. L’inchiesta è coordinata dalle pm Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, con il procuratore aggiunto Paolo Ielo.

La Procura ha inoltre chiesto il processo per Fares Bouzidi, il giovane che era alla guida dello scooter inseguito, con l’accusa di concorso in omicidio stradale.

Secondo gli atti, la nuova impostazione dell’accusa è arrivata dopo un’ulteriore chiusura delle indagini a metà febbraio. Pur riconoscendo che il carabiniere stesse operando nell’adempimento del proprio dovere, gli inquirenti contestano una condotta ritenuta non proporzionata, in particolare per la distanza troppo ravvicinata mantenuta durante l’inseguimento rispetto alla velocità del mezzo.

La Procura ha inoltre richiesto il processo per altri sei militari, accusati a vario titolo di favoreggiamento, depistaggio e falso ideologico in relazione alla verbalizzazione dell’arresto di un amico della vittima.

La vicenda, ora al vaglio del giudice per l’udienza preliminare, dovrà stabilire se disporre il rinvio a giudizio per tutti gli indagati o procedere con archiviazioni parziali.