Milano - La Procura di Milano sta svolgendo nuovi accertamenti nell’ambito dell’indagine che vede coinvolto Carmelo Cinturrino, poliziotto in carcere con l’accusa di omicidio premeditato per la morte di Abderrahim Mansouri, avvenuta il 26 gennaio nel bosco di Rogoredo. L’agente risulta inoltre indagato per una trentina di ulteriori ipotesi di reato, tra cui estorsione, arresti illegali e spaccio.

Gli approfondimenti investigativi, basati anche sui verbali di alcuni testimoni, mirano ora a verificare l’eventuale presenza di agenti della Polizia locale in presunte attività irregolari collegate al contesto dell’inchiesta. Al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati appartenenti alla Polizia locale, mentre le dichiarazioni raccolte sono al vaglio degli inquirenti per i necessari riscontri.

Le verifiche sono scattate a partire dalle testimonianze di alcuni soggetti, tra cui pusher e tossicodipendenti, già sentiti nell’ambito dell’indagine condotta dalla Squadra mobile e coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pubblico ministero Giovanni Tarzia. Le audizioni, che dovranno essere cristallizzate in incidente probatorio, sono state rinviate al 10 aprile per ragioni procedurali.

In uno dei verbali, un testimone avrebbe riferito presunti contatti tra Cinturrino e agenti della Polizia locale, circostanza che gli investigatori stanno ora verificando anche attraverso il riconoscimento fotografico di soggetti potenzialmente coinvolti.

Le dichiarazioni raccolte dagli inquirenti descrivono inoltre presunte dinamiche legate allo spaccio nell’area di Rogoredo, con riferimenti a episodi di estorsione e gestione illecita del denaro, tutti elementi che restano comunque da riscontrare in sede giudiziaria.

La difesa di Cinturrino, rappresentata dagli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, contesta la credibilità dei testimoni, chiedendo anche accertamenti psichiatrici sui soggetti ascoltati, ritenuti non attendibili a causa delle condizioni di tossicodipendenza.

L’inchiesta resta in evoluzione e coinvolge anche altri sei poliziotti in servizio presso il commissariato Mecenate, indagati per alcuni episodi specifici nell’ambito della stessa indagine.