Milano - La Procura di Milano ha chiesto il giudizio immediato per Gianluca Soncin, 53 anni, accusato dell’omicidio di Pamela Genini, 29 anni, avvenuto il 14 ottobre scorso nel quartiere Gorla. La richiesta, firmata dalle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, consente di saltare la fase dell’udienza preliminare e di portare direttamente l’imputato davanti alla Corte d’Assise.

Soncin si trova in carcere con l’accusa di omicidio aggravato da premeditazione, futili motivi e crudeltà. Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe agito dopo aver perseguitato a lungo la giovane, riuscendo ad entrare nell’abitazione anche grazie a una copia delle chiavi e colpendola con un’arma da taglio.

Le indagini della Squadra mobile ricostruiscono un contesto di violenze e minacce protratte nel tempo, che avrebbero caratterizzato la relazione tra i due. In fase di contestazione, inizialmente, era stata ipotizzata anche l’aggravante dello stalking, poi rimodulata nell’imputazione finale.

Un elemento centrale dell’inchiesta è la dinamica dell’aggressione, avvenuta all’interno e all’esterno dell’abitazione, sotto gli occhi di alcuni testimoni. La relazione medico-legale ha inoltre confermato la gravità delle ferite riscontrate sulla vittima.

Con la richiesta di giudizio immediato, la Procura punta a un’accelerazione del procedimento: il giudice dovrà ora fissare la data del processo in Corte d’Assise, dove l’imputato rischia la condanna all’ergastolo.

Parallelamente, la Procura di Bergamo ha avviato ulteriori accertamenti su una successiva e inquietante profanazione legata alla tomba della vittima, ancora oggetto di indagine.