Milano - L’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, dovrà comparire il prossimo 14 settembre davanti al Tribunale di Milano in qualità di imputato in un procedimento per diffamazione. Il caso riguarda alcune dichiarazioni rilasciate il 13 marzo 2025 nel corso di un’intervista televisiva.

Lovati è stato legale di Sempio, indagato nell’ambito delle nuove verifiche sul delitto di Garlasco del 2007, in cui fu uccisa Chiara Poggi e per il quale è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi.

Le dichiarazioni contestate

Al centro del procedimento ci sono alcune affermazioni rese dall’avvocato all’uscita dalla caserma dei carabinieri. In particolare, Lovati aveva sostenuto che una precedente istruttoria del 2017 nei confronti di Sempio sarebbe stata “frutto di una manipolazione”, ipotizzando anche un presunto prelievo “clandestino” di DNA e collegamenti tra le diverse fasi investigative.

Secondo l’impostazione accusatoria, tali dichiarazioni avrebbero leso la reputazione di altri professionisti coinvolti nella vicenda giudiziaria.

Rigettata la richiesta di sospensione

Il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta della difesa di sospendere il procedimento in attesa dell’esito delle indagini su Andrea Sempio. Per i giudici, non sussistono i presupposti giuridici per il rinvio, né risulterebbe utile attendere l’esito di un’indagine ancora nella fase preliminare.

Anche la pubblica accusa si è opposta alla sospensione, mentre la parte civile ha contestato la richiesta sotto il profilo procedurale, sottolineando come l’indagine su Sempio sia condotta dalla Procura di Pavia e non da quella milanese.

Lo studio legale Giarda, indicato come parte lesa dalle dichiarazioni, ha inoltre avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 58mila euro per pregiudizio morale e reputazionale.

Le parole di Lovati

All’uscita dall’aula, Lovati ha dichiarato di non essere sorpreso dal rigetto della richiesta, affermando che “ne riparleremo il 14 settembre” e aggiungendo di essere pronto a rivelare ulteriori elementi che, a suo dire, riguarderebbero la vicenda del 2007.

Sulla recente discussione relativa ai cosiddetti “soliloqui” di Sempio in auto, ha infine commentato: “Non dobbiamo fare il processo ai pensieri, altrimenti siamo tutti colpevoli”.