È disponibile in libreria e online, per Edizioni Jolly Roger, il romanzo di Vincenzo Mangione, ”Era una notte buia e favolosa”, un’opera narrativa che unisce suspense psicologica e riflessione filosofica, raccontando come una notte ordinaria possa trasformarsi in un’esperienza destabilizzante e rivelatrice. Il romanzo si inserisce nel panorama contemporaneo come una storia capace di interrogare il lettore sul rapporto tra realtà e percezione, tra controllo e smarrimento, offrendo una chiave di lettura attuale attraverso il concetto di atarassia, intesa come equilibrio interiore di fronte al caos.

La strada, là fuori, si era trasformata in un fiume in piena, un torrente impetuoso che scorreva con una forza incontenibile, trascinando con sé tutto ciò che incontrava. O per lo meno Emanuela intuiva tutto ciò considerando il buio in cui si trovava la città. Il pensiero di affacciarsi per vedere cosa stesse effettivamente succedendo le sembrava un’idea decisamente fuori luogo.

Sinossi

Emanuela, brillante professionista della comunicazione, vive il venerdì come una liberazione dopo una settimana di stress e compromessi. Ma proprio mentre si prepara a tornare a casa, una telefonata anonima la avverte: «Non tornare a casa, Emanuela!» Nonostante il dubbio, decide di rientrare. Una violenta perturbazione si abbatte sulla città: blackout, silenzi angoscianti e una tensione crescente trasformano la serata in un incubo sospeso tra realtà e percezione. Tra citazioni filosofiche, favole e riflessioni esistenziali, Emanuela tenta di rifugiarsi nell’atarassia, cercando una stabilità interiore che le permetta di affrontare ciò che accade. Ma quando il mistero si svela, la realtà si ribalta, dimostrando che la vita – proprio come una favola – può sorprendere nei modi più imprevedibili.

Il valore dell’opera

Era una notte buia e favolosa è molto più di un romanzo di tensione: è una riflessione sulla mente umana e sulle dinamiche emotive che emergono nei momenti di crisi. Mangione costruisce una narrazione che indaga il confine tra razionalità e istinto, proponendo l’atarassia come strumento di consapevolezza e resistenza. Un libro che dialoga con il presente, rivolto a un lettore che vive in equilibrio precario tra ansia, bisogno di controllo e ricerca di senso.

L’autore

Vincenzo Mangione, classe 1965, nato a Sassari, ha intrapreso un percorso nel mondo della comunicazione dopo una formazione giuridica. Attraverso studi e attività nel campo della comunicazione creativa, ha sviluppato uno stile personale fondato su aforismi, giochi linguistici e riflessioni profonde. La sua scrittura invita il lettore a esplorare i meandri della mente e a cogliere significati nascosti oltre le apparenze.


Com’è nata l’idea di “Era una notte buia e favolosa”? C’è stato un episodio, un’immagine o una domanda da cui tutto ha preso forma?

Il romanzo è nato da un sogno, o meglio, dal racconto di un sogno. Un amico mi raccontò che aveva sognato che io fossi l'autore di un racconto. Quell'episodio non ha dato il via a una trama precisa, ma a una necessità emotiva: ho voluto dare spazio a quelle vaghe descrizioni sommarie del sogno e trasformarle da una suggestione notturna in una realtà narrativa.

Il titolo richiama immediatamente un’atmosfera sospesa tra il classico e l’onirico: quanto conta, per lei, la dimensione della notte nella costruzione del racconto? 

La notte non è semplicemente un'ambientazione, ma una vera e propria lente narrativa. La notte possiede un potere magico: è il momento in cui la nostra mente si libera delle regole rigide, delle convenzioni e delle logiche schematiche che dobbiamo seguire durante la giornata. Di notte, il classico si fonde con il sogno, permettendo alla mente di esplorare la vena emotiva e irrazionale. 



Cosa vuole che arrivi a chi leggerà il libro?

Ritengo che il lettore si debba sentire libero di abbandonarsi docilmente alle emozioni del racconto. Non c'è una singola interpretazione giusta. È giusto che ognuno viva la propria esperienza unica, poiché queste emozioni varieranno, inevitabilmente e meravigliosamente, da lettore a lettore

Se dovesse descrivere Era una notte buia e favolosa con tre parole, quali sceglierebbe? 

Introspezione (per la sensibilità profonda), libertà  (per il carico di emozioni) e forza (per il rifiuto dell’omologazione).