Banda familiare dei furti sgominata nel Nord Italia: 23 colpi ricostruiti, nove arresti nel blitz dei carabinieri
Pavia - Una lunga scia di reati contro il patrimonio, capace di generare allarme in diverse province del Nord Italia per mesi, è stata inter...
Pavia - Una lunga scia di reati contro il patrimonio, capace di generare allarme in diverse province del Nord Italia per mesi, è stata interrotta all’alba di oggi con un maxi blitz delle forze dell’ordine. I carabinieri del Nucleo investigativo di Pavia hanno concluso una complessa attività investigativa che ha portato alla disarticolazione di un sodalizio criminale a gestione familiare, ritenuto responsabile di una serie di colpi seriali caratterizzati da una forte organizzazione interna e da una notevole capacità operativa.
Il blitz all’alba: nove persone colpite dalle misure cautelari
Nella mattinata di martedì 16 giugno, circa 70 militari dell’Arma dei carabinieri hanno dato esecuzione a due ordinanze cautelari emesse dal Tribunale di Pavia e dal Tribunale per i minorenni di Milano.
Il provvedimento ha riguardato nove persone, tutte appartenenti allo stesso contesto familiare e residenti nella provincia di Pavia.
Per sette di loro, compreso un minorenne, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Altri due minori coinvolti nell’indagine sono stati invece collocati presso strutture comunitarie idonee.
Durante le operazioni sono state effettuate anche numerose perquisizioni, che hanno consentito ai militari di recuperare diversi telefoni cellulari e una serie di strumenti ritenuti compatibili con attività di effrazione e scasso.
L’indagine partita dalla cassaforte sradicata di un supermercato
L’inchiesta ha avuto origine da un episodio particolarmente significativo avvenuto nel giugno del 2025. Al centro degli accertamenti un furto aggravato ai danni di un supermercato, durante il quale i responsabili erano riusciti a sottrarre l’intera cassaforte dell’esercizio commerciale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la cassaforte era stata letteralmente sradicata e trascinata all’esterno utilizzando cinghie da carico collegate a un veicolo.
Quell’episodio, inizialmente considerato un fatto isolato, si è rivelato invece il punto di partenza di un’indagine più ampia. Attraverso intercettazioni, attività tecniche, servizi di osservazione e numerosi riscontri investigativi, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la struttura del gruppo, i ruoli dei singoli componenti e le modalità con cui venivano organizzati i colpi.
Ventitré reati accertati tra Lombardia e Piemonte
L’attività investigativa ha permesso di documentare 23 episodi delittuosi commessi tra giugno 2025 e marzo 2026.
La banda avrebbe operato con grande mobilità sul territorio, spostandosi tra le province di Milano, Pavia, Lodi, Alessandria e Cuneo.
Il gruppo avrebbe colpito soprattutto attività commerciali e infrastrutture, ma anche privati cittadini. Tra i reati contestati figurano furti aggravati ai danni di supermercati e stazioni di servizio, furti di autovetture, episodi di ricettazione, indebiti utilizzi di carte di credito, furti con destrezza, rapine ai danni di persone anziane e ingenti sottrazioni di rame per diverse tonnellate.
Un’organizzazione familiare con una struttura consolidata
Dalle indagini è emerso un quadro di gruppo organizzato, con una divisione dei compiti e una pianificazione sistematica delle azioni criminali. La componente familiare del sodalizio avrebbe rappresentato un elemento centrale nella gestione delle attività, favorendo coordinamento e continuità operativa.
L’operazione dei carabinieri ha così posto fine a una lunga sequenza di episodi che aveva interessato più territori provinciali, consentendo di individuare i presunti responsabili di una rete specializzata in reati predatori e di acquisire ulteriori elementi utili per gli sviluppi dell’indagine.