Brescia, 3 giugno 2026 – Arriva una nuova anticipazione nel filone giudiziario legato al caso Garlasco. Secondo quanto riportato dal Tg1 sui propri canali social, sarebbe stata depositata alla Procura di Brescia un’informativa congiunta dei Carabinieri e della Guardia di Finanza nell’ambito delle indagini che coinvolgono anche l’ex pm Mario Venditti, in relazione all’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017, indagato nel procedimento sull’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo le prime ricostruzioni, dall’informativa non emergerebbero elementi a sostegno dell’ipotesi di corruzione contestata all’ex magistrato. Al contrario, sarebbero emersi riscontri che, sempre secondo quanto riferito dal Tg1, potrebbero aggravare la posizione di alcuni avvocati e carabinieri coinvolti all’epoca dei fatti.

Le possibili evoluzioni dell’inchiesta

Gli sviluppi potrebbero ora portare i pubblici ministeri a valutare la richiesta di archiviazione per Venditti, circostanza che inciderebbe anche sugli aspetti di competenza territoriale dell’indagine. In assenza di magistrati pavesi coinvolti, il fascicolo potrebbe infatti tornare alla Procura di Pavia.

Il nodo del “pizzino” e le accuse

L’indagine nasce anche dal cosiddetto “pizzino” rinvenuto in un quaderno nella disponibilità della famiglia Sempio, in cui si faceva riferimento a un presunto pagamento per l’archiviazione del procedimento. Secondo l’ipotesi iniziale degli inquirenti, il denaro sarebbe stato versato dal padre di Andrea Sempio all’ex magistrato, per una somma indicata tra i 20 e i 30 mila euro.

Nel fascicolo erano inoltre emersi elementi relativi ai rapporti tra Venditti e alcuni ex carabinieri della polizia giudiziaria pavese, descritti dagli inquirenti come “opachi” e caratterizzati da anomalie, oltre a intercettazioni e contestazioni su attività investigative e sequestri poi annullati dal Riesame.

Ulteriori filoni investigativi

Il nome dell’ex pm compare anche in un secondo procedimento bresciano legato al cosiddetto “sistema Pavia”, che ipotizza a vario titolo reati di corruzione e peculato connessi alla gestione di affidamenti e noleggi.

Venditti, che ha sempre respinto ogni accusa, resta al centro di un quadro investigativo complesso che ora attende le valutazioni della Procura di Brescia sui nuovi elementi acquisiti.