Varese - Venti interventi ispettivi in tre mesi, 33 lavoratori impiegati in nero e 14 proposte di sospensione dell’attività inoltrate all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese. È questo il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale, nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro sommerso e alle irregolarità nei rapporti di impiego.

I controlli hanno interessato un ampio ventaglio di attività economiche: bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, saloni di parrucchieri, aziende agricole e distributori di carburante. Le verifiche sono state effettuate in diversi comuni della provincia, tra cui Lavena Ponte Tresa, Laveno Mombello, Luino, Porto Ceresio, Cantello, Malnate, Arcisate, Besozzo, Angera, Ispra, Busto Arsizio, Lonate Pozzolo, Gallarate e Vergiate.

Gli accertamenti hanno riguardato gli aspetti contrattuali, previdenziali, assicurativi e fiscali dei rapporti di lavoro. Nel corso delle attività è stato inoltre individuato un cittadino marocchino risultato irregolare sul territorio nazionale. Dopo le procedure previste dalla normativa sull’immigrazione, l’uomo è stato accompagnato all’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna ed espulso con un volo diretto in Marocco. Il datore di lavoro è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Varese per violazioni del Testo Unico sull’immigrazione.

In cinque casi le Fiamme Gialle hanno rilevato anche il pagamento delle retribuzioni in contanti, in violazione delle norme introdotte dalla Legge di Bilancio 2018.

Le sanzioni amministrative complessivamente contestate ai datori di lavoro oscillano tra i 64 mila e i 321.800 euro. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo volto a contrastare l’illegalità economica e a tutelare i lavoratori e le imprese che operano nel rispetto delle regole.