Cologno Monzese, 15 chili di hashish e un revolver nel borsone: condannati due fratelli
Cologno Monzese - Sono arrivate le condanne per i due fratelli di origine peruviana arrestati lo scorso ottobre dagli agenti della Polizia d...
Cologno Monzese - Sono arrivate le condanne per i due fratelli di origine peruviana arrestati lo scorso ottobre dagli agenti della Polizia di Stato di Milano dopo essere stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di droga e di un’arma.
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Monza, Andrea Guadagnino, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha inflitto 4 anni di reclusione al fratello 32enne e 2 anni con pena sospesa alla sorella 26enne, che potrà quindi lasciare gli arresti domiciliari.
I due erano accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma.
Il controllo e la scoperta della droga
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza e condotta dagli agenti in borghese del gruppo “antispaccio” della Sesta sezione della Squadra Mobile della Questura di Milano, era partita da via Rosolino Pilo, a Milano.
I poliziotti avevano notato una coppia di cittadini sudamericani a bordo di una Jeep Renegade. Poco dopo una donna era salita sull’auto per poi scendere rapidamente. Il comportamento aveva insospettito gli investigatori, che avevano deciso di seguire il veicolo e procedere a un controllo.
Il conducente era stato trovato con 6.200 euro in contanti e un mazzo di chiavi. Nessuna irregolarità era invece emersa nei confronti della donna che era con lui.
Le chiavi avevano però condotto gli agenti fino a un’abitazione di via Marche, a Cologno Monzese.
Il borsone con hashish e pistola
Arrivati sul posto, i poliziotti avevano notato una donna uscire dal condominio con un grosso borsone. Si trattava della sorella del conducente della Jeep.
All’interno del borsone gli investigatori avevano trovato circa 15 chilogrammi di hashish e un revolver calibro 6 millimetri. La successiva perquisizione nell’appartamento, dove i due fratelli vivevano, aveva portato al sequestro di altri 700 euro in contanti.
Per entrambi era quindi scattato l’arresto, con successiva concessione degli arresti domiciliari.
La difesa: “Ruolo marginale della sorella”
Durante il processo abbreviato la Procura aveva chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi per il 32enne e 3 anni e 8 mesi per la sorella.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Martini, ha invece sottolineato alcuni elementi ritenuti favorevoli agli imputati, tra cui l’esito delle analisi sulla sostanza sequestrata, che avrebbe evidenziato un quantitativo effettivo di hashish inferiore rispetto a quello inizialmente contestato, pari a circa 4 chilogrammi.
Il legale ha inoltre evidenziato il ruolo ritenuto marginale della sorella nella vicenda, elemento che ha contribuito alla diversa valutazione della sua posizione processuale.
