L’esponente era stato nominato appena martedì responsabile vicario regionale per la Lombardia del partito di Roberto Vannacci. L’inchiesta della Procura di Milano riguarda il gruppo Ops e presunte irregolarità nel mercato finanziario

MILANO, 30 LUGLIO 2026 – È durata meno di 24 ore la permanenza di Luca Carleo nel nuovo incarico ai vertici lombardi di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. Carleo, nominato martedì responsabile vicario regionale per la Lombardia, con delega alla Città Metropolitana di Milano, ha rassegnato le dimissioni dopo essere risultato tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano su presunte frodi nel mercato finanziario per oltre 30 milioni di euro.

L’inchiesta sul gruppo Ops

L’indagine riguarda le attività del gruppo Ops, attivo nei settori delle telecomunicazioni e dei media e amministrato, tra gli altri, proprio da Carleo e da Ciro Di Meglio.

Nell’ambito dell’inchiesta, la Guardia di Finanza ha eseguito nei confronti degli indagati un decreto di perquisizione, procedendo anche al sequestro di dispositivi informatici, azioni e quote societarie.

Per Carleo, Di Meglio e altri otto indagati, la Procura ha inoltre avanzato richieste di misure cautelari. A decidere sarà il giudice per le indagini preliminari, dopo lo svolgimento degli interrogatori preventivi.

Tra le contestazioni figurano, a vario titolo, anche l’ipotesi di manipolazione del mercato.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria, il cosiddetto “duo Di Meglio-Carleo” avrebbe definito strategie finalizzate a ottenere profitti personali a danno degli investitori e del mercato.

La Procura contesta inoltre presunte condotte illecite che avrebbero coinvolto gli amministratori delle società quotate, con il concorso di 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti. Tra le ipotesi investigative figurano la sottoscrizione di fittizi aumenti di capitale, il drenaggio di liquidità dalle società quotate e la raccolta di fondi anche attraverso finanziamenti garantiti dallo Stato, che sarebbero stati poi destinati a finalità diverse da quelle previste dai contratti.

Il risultato, secondo l’accusa, sarebbe una presunta frode superiore ai 30 milioni di euro.

Le intercettazioni

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figurano anche alcune intercettazioni telefoniche.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, negli atti dell’inchiesta i pubblici ministeri attribuiscono a Carleo e Di Meglio un ruolo nelle decisioni operative e nella gestione delle risorse finanziarie delle società finite sotto esame.

In una conversazione intercettata il 30 gennaio scorso, Di Meglio avrebbe rivendicato la gestione delle casse societarie. In un'altra conversazione, Carleo avrebbe invece discusso la possibilità di trasferire alcuni asset in difficoltà all'interno di una cosiddetta “bad company”.

Si tratta di elementi investigativi che dovranno essere sottoposti alle verifiche previste dal procedimento penale.

Le dimissioni da Futuro Nazionale

La nomina di Carleo ai vertici lombardi di Futuro Nazionale era stata ufficializzata appena martedì. Il suo incarico prevedeva il supporto al coordinamento regionale del movimento e una particolare attenzione al radicamento politico nell'area metropolitana milanese.

Carleo avrebbe dovuto affiancare il consigliere regionale Luca Ferrazzi, individuato come responsabile del partito in Lombardia.

Dopo la diffusione della notizia del suo coinvolgimento nell'inchiesta, però, Carleo ha deciso di rassegnare le dimissioni dall'incarico, a poche ore dalla nomina.

L'inchiesta della Procura di Milano prosegue. Le accuse sono allo stato ipotesi investigative e la posizione degli indagati dovrà essere valutata nelle diverse fasi del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, fino a un'eventuale sentenza definitiva.