Torino - L'Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l'istanza di differimento della pena presentata dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere detenuto nel carcere di Bollate, a Milano, dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuti nel 2021 nel Cuneese.

Il magistrato di sorveglianza Elena Massucco ha ritenuto che non sussistano, né siano state indicate dalla difesa, le circostanze di necessità e urgenza indispensabili per un provvedimento cautelare in questa fase. Gli atti saranno ora trasmessi al Tribunale di Sorveglianza, alla Procura generale della Corte d'Appello di Torino e all'Ufficio di Sorveglianza di Milano.

La richiesta era stata presentata dall'avvocato Stefano Marcolini in attesa della decisione sulla domanda di grazia presentata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone.

Il magistrato: «La pena è già in corso»

Alla base del rigetto, secondo quanto riportato nel provvedimento, c'è anche l'orientamento della Corte di Cassazione secondo cui il differimento dell'esecuzione della pena in caso di presentazione di una domanda di grazia può essere applicato quando l'esecuzione non è ancora iniziata, ma non quando la persona è già detenuta, come nel caso di Roggero.

Il Tribunale di Sorveglianza potrà ora effettuare una valutazione più completa, anche alla luce della motivazione della sentenza della Corte di Cassazione sul ricorso presentato dal 72enne.

La difesa: «Non chiediamo un colpo di spugna»

Il professor Sergio Novani, analista processuale del collegio difensivo, ha ribadito che la richiesta non punta all'estinzione della condanna, ma esclusivamente a un differimento temporaneo dell'esecuzione della pena in attesa della decisione sulla grazia.

Secondo la difesa, la richiesta si fonda sulla pendenza della domanda di clemenza, sull'assenza di un concreto pericolo di reiterazione del reato e sull'età avanzata dell'uomo. «La legge non funziona a colpi di slogan», ha sostenuto Novani, sottolineando che la difesa chiede soltanto l'applicazione degli strumenti previsti dall'ordinamento.

La decisione definitiva sull'eventuale differimento spetterà ora al Tribunale di Sorveglianza, mentre resta pendente la domanda di grazia rivolta al Capo dello Stato.