Indagini tra Brescia, Mantova, Verona e Alessandria: sette persone indagate. Secondo gli investigatori, dietro la gestione del locale ci sarebbe stata una vera e propria attività organizzata di sfruttamento della prostituzione

Una maxi operazione contro lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione ha interessato le province di Brescia, Mantova, Verona e Alessandria. Al termine delle indagini, coordinate dalla Procura di Brescia, due persone sono state poste agli arresti domiciliari, mentre altre sette risultano indagate con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Al centro dell'inchiesta è finito il Club Pliè di Lonato del Garda, nel Bresciano, sottoposto a sequestro nell'ambito dell'operazione condotta dalla Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza di Desenzano del Garda.

Secondo l'ipotesi investigativa, all'interno del noto locale sarebbe stata organizzata un'attività riconducibile allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, con modalità che gli inquirenti avrebbero ricostruito anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali.

Un'attività organizzata tra il 2021 e il 2024

Le indagini avrebbero consentito di delineare, secondo gli investigatori, una vera e propria attività imprenditoriale legata al sesso a pagamento, sviluppatasi nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla gestione dei proventi. L'attività illecita sarebbe stata infatti mascherata attraverso due fittizi enti non commerciali, che secondo l'accusa sarebbero stati utilizzati per movimentare e auto-riciclare i proventi derivanti dall'attività contestata.

Gli accertamenti hanno quindi interessato non soltanto la gestione del locale e le presunte modalità di sfruttamento della prostituzione, ma anche i flussi economici collegati all'attività.

L'operazione ha coinvolto più territori e rappresenta l'esito di un'articolata attività investigativa sviluppata dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brescia.

Come previsto dalla legge, le contestazioni sono allo stato ipotesi investigative e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata con sentenza definitiva.