Cremona - Ha ammesso di essere il proprietario del coltello da caccia recuperato dai carabinieri nell’Adda e di averlo utilizzato contro Youssef Rama Abdelaziz, il 19enne ucciso a coltellate la sera dell’11 luglio nel parcheggio di via Cresmiero a Crema. A confessarlo è stato Pape Mamadou Ndiaye, 25 anni, senegalese, detenuto con l’accusa di omicidio.

Durante l’interrogatorio di garanzia, svolto questa mattina nel carcere di Cà del Ferro davanti al gip Elisa Mombelli, alla presenza del sostituto procuratore Alessio Dinoi, il giovane ha però sostenuto di aver agito per legittima difesa. Secondo la sua ricostruzione, infatti, sarebbe stato Youssef ad aggredirlo per primo, colpendolo con una catena da bicicletta e spruzzandogli spray al peperoncino negli occhi.

Il suo legale, Corrado Locatelli, ha chiesto per il proprio assistito la concessione degli arresti domiciliari.

Gli altri due fermati: “Eravamo solo spettatori”

Nel corso dell’udienza di convalida sono stati ascoltati anche gli altri due giovani fermati con l’accusa di concorso in omicidio: Ahmed El Hadad, 24 anni, di origine egiziana e cittadino italiano, e Bajron Hoxha, 23 anni, nato in Italia da genitori albanesi.

I due, attraverso i loro difensori Elena Scotuzzi e Candeloro Parrella, hanno respinto le accuse sostenendo di essere stati presenti alla scena del delitto ma soltanto come spettatori. I legali hanno chiesto la liberazione dei loro assistiti e la non convalida del fermo.

La lite dopo il brindisi per il nuovo lavoro

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda sarebbe iniziata poco prima in un bar, dove Youssef si trovava con alcuni amici per festeggiare la sua nuova assunzione come operaio in un’azienda della Bergamasca.

Nel locale erano presenti anche i tre giovani poi arrestati. Tra i gruppi sarebbe nata una discussione legata a vecchie tensioni. Successivamente il confronto sarebbe proseguito nel parcheggio di via Cresmiero, dove è avvenuta l’aggressione mortale.

Secondo la versione fornita da Ndiaye, Youssef lo avrebbe raggiunto e aggredito con una catena e con lo spray al peperoncino. A quel punto il 25enne avrebbe estratto il coltello e colpito il 19enne.

Un precedente per tentato omicidio

Pape Mamadou Ndiaye aveva già riportato una condanna con rito del patteggiamento a 3 anni e 6 mesi per tentato omicidio, per aver ferito con un cacciavite un uomo di 46 anni ai Giardini di Campo di Marte, sempre a Crema, nel 2018.

Il suo difensore ha spiegato che il giovane avrebbe iniziato a portare con sé un coltello dopo aver ricevuto minacce.

Il gip si è riservato la decisione sulle richieste avanzate dalle difese. La decisione è attesa nelle prossime ore.