Omicidio Enzo Ambrosino, svolta nell’inchiesta: Dimitri Corona indagato anche per concorso nell’omicidio
Varese - Da indagato per rissa aggravata a indagato anche per omicidio . È la nuova contestazione mossa dalla Procura di Varese nell’ambit...
Varese - Da indagato per rissa aggravata a indagato anche per omicidio. È la nuova contestazione mossa dalla Procura di Varese nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Enzo Ambrosino, il 30enne ucciso nella notte tra il 10 e l’11 aprile in via Porro a Induno Olona, al termine di una violenta rissa nata, secondo la ricostruzione degli investigatori, da un debito di circa 200 euro tra due giovani che fino a poche settimane prima erano amici.
A finire nel mirino della Procura è Dimitri Corona, 27 anni, figlio di Gesuino Corona, l’uomo detenuto con l’accusa di aver inferto la coltellata ritenuta mortale alla vittima. Nei confronti del giovane è stata ipotizzata una responsabilità per concorso morale e materiale nell’omicidio di Ambrosino.
Per questa nuova contestazione la Procura aveva chiesto una misura cautelare, ma il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta. Di conseguenza, una volta scaduti i tre mesi di custodia cautelare disposti per l’accusa di rissa aggravata, Dimitri Corona è stato scarcerato venerdì 10 luglio.
L’ipotesi della Procura: non una rissa casuale ma un regolamento di conti
Secondo gli inquirenti, quanto accaduto in via Porro non sarebbe stato un semplice incontro degenerato nella violenza, ma un “programmato regolamento di conti” tra due gruppi contrapposti. La famiglia Ambrosino ha invece parlato fin dall’inizio di una “spedizione punitiva”.
In questo contesto la Procura colloca il presunto ruolo di Dimitri Corona, ritenendo che il suo coinvolgimento non si sarebbe limitato alla partecipazione alla rissa, ma avrebbe contribuito anche alla fase dell’aggressione culminata nella morte del 30enne.
Una ricostruzione che, almeno nella fase cautelare, non ha però convinto il gip, che non ha ritenuto sussistenti gli elementi sufficienti per disporre una nuova misura restrittiva.
Attesi autopsia e accertamenti del Ris
L’inchiesta resta comunque aperta. Gli investigatori sono in attesa degli esiti dell’autopsia disposta dalla Procura e delle analisi tecniche affidate ai carabinieri del Ris, chiamati a ricostruire nel dettaglio la dinamica della violenta aggressione e il ruolo avuto da ciascun partecipante.
Uno degli aspetti più delicati riguarda il possibile concorso materiale nell’omicidio. Gli inquirenti dovranno stabilire se Ambrosino fosse ancora vivo quando, dopo essere caduto a terra, avrebbe ricevuto ulteriori colpi.
Qualora quelle lesioni fossero state inferte quando la vittima era già deceduta, verrebbe meno il presupposto per contestare il concorso materiale nel delitto. Se invece Ambrosino fosse stato ancora in vita, anche chi avesse partecipato a quella fase dell’aggressione potrebbe essere chiamato a rispondere dell’omicidio insieme all’autore della coltellata fatale.
La Procura contesta inoltre il possibile concorso morale, che non richiede necessariamente di aver colpito materialmente la vittima, ma consiste nell’aver rafforzato, agevolato o favorito l’azione dell’autore del delitto.
Un quadro investigativo ancora in evoluzione
Il quadro resta quindi in evoluzione: da una parte la Procura continua a sostenere l’ipotesi di una responsabilità di Dimitri Corona nell’omicidio di Enzo Ambrosino; dall’altra il gip, in questa fase e ai fini cautelari, non ha ritenuto sufficienti gli elementi raccolti.
Saranno ora gli esiti degli accertamenti medico-legali e delle consulenze tecniche del Ris a chiarire se la nuova accusa potrà trovare conferme oppure se la ricostruzione investigativa dovrà essere ulteriormente modificata.
