Samarate, femminicidio di Teresa Stabile: affidata la perizia psichiatrica per Vincenzo Gerardi
Samarate - La Corte d’Assise ha affidato la perizia psichiatrica su Vincenzo Gerardi, il 57enne imputato per l’omicidio della moglie Teresa ...
Samarate - La Corte d’Assise ha affidato la perizia psichiatrica su Vincenzo Gerardi, il 57enne imputato per l’omicidio della moglie Teresa Stabile, uccisa con 15 coltellate il 16 aprile 2025 nel cortile condominiale di via San Giovanni Bosco, a Samarate.
L’incarico è stato affidato alla psichiatra forense Stefania Zaroli, che avrà trenta giorni di tempo, a partire dal 5 giugno, per completare le valutazioni. Come assistente è stata nominata la dottoressa Rigamonti.
La difesa ha indicato come consulente di parte lo psichiatra Lorenzo Messina, mentre il pubblico ministero si è riservato di nominare un proprio esperto.
Contestualmente, la Corte ha aggiornato il calendario del processo: l’udienza prevista per il 5 giugno è stata cancellata e il dibattimento riprenderà il 10 luglio alle 15 con la chiusura dell’istruttoria. Il 13 luglio alle 9.30 è previsto l’intervento del pubblico ministero, mentre il 20 luglio, sempre alle 9.30, toccherà alle parti civili e alla difesa. La sentenza è attesa per il 24 luglio.
La ricostruzione dell’omicidio
La decisione della Corte d’Assise, presieduta da Giuseppe Fazio con la giudice a latere Giulia Troina, è arrivata al termine dell’udienza del 10 aprile, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Ciro Caramore e degli avvocati di parte civile Manuela Scalia e Simona Cicorella.
Secondo la ricostruzione emersa nel corso del processo, Teresa Stabile aveva deciso di separarsi dal marito dopo anni di rapporto caratterizzato, secondo l’accusa, da atteggiamenti di controllo. La donna era tornata a vivere dai genitori e aveva avviato le pratiche per il divorzio.
Gerardi, sempre secondo la tesi accusatoria, non avrebbe accettato la decisione e avrebbe perseguitato la moglie per mesi fino all’aggressione mortale.
La sera del 16 aprile 2025, al rientro dal lavoro, Teresa Stabile sarebbe stata sorpresa dal marito armato di coltello. Dopo aver aperto lo sportello dell’auto, l’uomo l’avrebbe colpita ripetutamente fino a provocarne la morte. Successivamente si sarebbe allontanato minacciando di togliersi la vita, prima di essere fermato dai carabinieri con l’utilizzo di un taser.
Il nodo della capacità di intendere e di volere
La perizia dovrà chiarire se, al momento dei fatti, Gerardi fosse capace di intendere e di volere.
Nel corso della precedente udienza aveva deposto il consulente della difesa Lorenzo Messina, che aveva parlato di una condizione di “gelosia ossessiva” sfociata in una grave depressione da stress e, secondo la sua valutazione, in un episodio delirante avvenuto il giorno dell’omicidio, tale da compromettere temporaneamente le capacità dell’imputato.
La ricostruzione aveva provocato reazioni tra i familiari della vittima e le parti civili. Il pubblico ministero ha contestato l’impostazione difensiva, richiamando l’orientamento della Cassazione secondo cui la gelosia, da sola, non può essere considerata una causa sufficiente per determinare l’incapacità di intendere e di volere.
Ora la valutazione passa alla perita nominata dalla Corte, chiamata a fornire una risposta su uno degli aspetti centrali del processo.
