Milano - Nuovi sviluppi giudiziari per la ministra del Turismo Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha notificato un avviso di conclusione delle indagini nei suoi confronti, oltre che nei confronti di altre 15 persone e di una società, nell’ambito dell’inchiesta sui fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria Srl.

Le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti comprendono bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta un passaggio che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta figurano anche la sorella della ministra, Fiorella Garnero, e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro.

Il nuovo procedimento si aggiunge ad altri due filoni giudiziari che riguardano Santanchè: l’inchiesta sul caso Visibilia e quella relativa alla presunta truffa ai danni dell’Inps.

Il Senato respinge l’autorizzazione a procedere per diffamazione

Nella stessa giornata il Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti della ministra per un’ipotesi di diffamazione.

Il caso nasce dalle dichiarazioni pronunciate da Santanchè in Aula il 5 luglio 2023, durante un intervento parlamentare sull’inchiesta relativa a Visibilia Editore, con riferimento all’azionista di minoranza Giuseppe Zeno.

Dopo la querela presentata da Zeno, il Tribunale di Roma aveva sospeso il procedimento e trasmesso gli atti a Palazzo Madama per valutare l’applicabilità dell’insindacabilità prevista per le opinioni espresse dai parlamentari nell’esercizio delle loro funzioni.

Con il voto del Senato è stata quindi negata l’autorizzazione a procedere, impedendo la prosecuzione dell’azione penale per quel procedimento.