Pietro Maria Fiori, 35 anni, è morto nella notte nell'alpe Buscagna, nel territorio di Baceno, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. La vittima partecipava a un'esperienza di volontariato in alpeggio. Tra i feriti anche una ragazza di 19 anni, ricoverata in condizioni gravissime al Niguarda di Milano.

Tragedia in montagna nella notte tra sabato e domenica all'alpe Buscagna, nel comune di Baceno, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Un uomo di 35 anni, Pietro Maria Fiori, milanese, è morto a causa di una grave intossicazione da monossido di carbonio all'interno di una baita isolata, situata a pochi chilometri dal confine con la Svizzera.

Nell'incidente sono rimaste intossicate altre cinque persone. Tra loro una ragazza di 19 anni, anche lei impegnata come volontaria, che dopo i primi soccorsi è stata trasferita d'urgenza con l'elisoccorso di Como all'ospedale Niguarda di Milano, dove è ricoverata in condizioni gravissime.

La vittima era un volontario

Pietro Maria Fiori si trovava in quota per un periodo di volontariato estivo attraverso un'associazione che seleziona volontari disponibili ad aiutare gli alpeggiatori nelle attività legate all'allevamento.

Tra le altre persone rimaste intossicate ci sono il gestore dell'alpeggio dell'azienda agricola Francesco Biondo, suo padre e due dipendenti della struttura.

L'allarme nella notte

L'allarme è scattato poco dopo la mezzanotte, quando uno dei lavoratori dell'alpeggio ha chiamato il 112. L'uomo, a sua volta in stato confusionale per aver inalato i fumi, avrebbe reso particolarmente difficile individuare con precisione la posizione della baita.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco, il Soccorso Alpino e le unità della Guardia di Finanza.

Le operazioni di soccorso sono state rese complicate dalla posizione particolarmente isolata della struttura, raggiungibile con circa un'ora di cammino dall'alpe Devero.

Cinque persone intossicate

La ragazza di 19 anni è stata trasportata in elisoccorso al Niguarda di Milano. Due dei pastori coinvolti sono invece stati trasferiti con l'elisoccorso di Torino alla casa di cura I Cedri di Fara Novarese, dove sono stati sottoposti a trattamento in camera iperbarica.

Gli altri due feriti sono stati accompagnati via terra all'ospedale di Domodossola, in codice verde. Anche loro restano sotto osservazione e monitoraggio medico.

Sequestrato il boiler

Sull'accaduto sono in corso le indagini dei militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Domodossola.

Gli investigatori hanno effettuato gli accertamenti all'interno della baita e hanno posto sotto sequestro un boiler al servizio della struttura, individuato come possibile fonte della fuga di gas.

L'ipotesi al momento è quella di un malfunzionamento del sistema di combustione, che avrebbe provocato l'accumulo di monossido di carbonio all'interno della struttura. Saranno ora gli accertamenti tecnici a stabilire con precisione le cause della tragedia.