Bergamo: sette giovani raggiunti da misure cautelari per estorsioni e rapine ai danni di minori
Bergamo - Sette giovani sono stati raggiunti da altrettante misure cautelari al termine di un’articolata attività investigativa condotta dai...
Bergamo - Sette giovani sono stati raggiunti da altrettante misure cautelari al termine di un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Albino, con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia di Clusone. I provvedimenti sono stati eseguiti nella mattinata del 7 agosto e riguardano una serie di episodi di estorsione e rapina commessi nella zona della bassa Val Seriana tra il 2024 e il 2025.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Brescia, ha permesso di ricostruire diversi episodi ai danni di giovani vittime. I fatti, documentati attraverso le denunce presentate dalle persone offese e l’attività di acquisizione degli elementi probatori svolta dai militari, sarebbero avvenuti principalmente in luoghi pubblici, nei pressi di esercizi commerciali e a bordo dei treni regionali.
Secondo quanto emerso dalle indagini, le condotte contestate possono essere ricondotte a due principali modalità. In alcuni casi, le vittime sarebbero state sottoposte a continue minacce, anche attraverso applicazioni di messaggistica istantanea, per costringerle a consegnare denaro con la prospettiva di subire ritorsioni fisiche. In una delle vicende ricostruite, i familiari di un giovane si sono rivolti ai Carabinieri dopo aver scoperto che il figlio aveva già consegnato agli estorsori una somma di denaro rilevante.
In altri episodi, invece, gli indagati avrebbero aggredito fisicamente le vittime, circondandole e colpendole con calci e pugni per impossessarsi di denaro e oggetti personali.
Gli elementi raccolti nel corso dell'attività investigativa hanno consentito alla Procura di chiedere e ottenere dal Tribunale per i minorenni l'emissione dei provvedimenti cautelari, finalizzati a interrompere le presunte condotte criminose e a prevenire ulteriori episodi di violenza.
Le misure adottate sono differenti in relazione alla gravità delle singole posizioni e al livello di pericolosità ritenuto sussistente. Per alcuni degli indagati è stato disposto il collocamento in comunità, mentre per altri è stato previsto il collocamento presso l'abitazione familiare con rigide prescrizioni comportamentali e l'obbligo di permanenza in casa nelle ore serali e notturne. L'obiettivo è anche quello di allontanare i giovani dai contesti considerati a rischio e impedire eventuali contatti con le vittime.
«Si incoraggiano i cittadini e le famiglie delle vittime a rivolgersi con fiducia alle Forze dell’Ordine – fanno sapere dall’Arma –. La collaborazione attraverso segnalazioni e denunce è fondamentale e determinante per la prevenzione di episodi analoghi».
