Busto Arsizio, incinta al nono mese entra in casa e aggredisce la proprietaria: arrestata
La 29enne, madre di cinque figli, è accusata di rapina, furto e lesioni personali. Il gip dispone i domiciliari con braccialetto elettronico...
La 29enne, madre di cinque figli, è accusata di rapina, furto e lesioni personali. Il gip dispone i domiciliari con braccialetto elettronico
BUSTO ARSIZIO – È incinta al nono mese, ha 29 anni ed è madre di cinque figli, di età compresa tra i due e gli otto anni. Ma secondo l'accusa sarebbe entrata in un'abitazione di Busto Arsizio per rubare alcuni gioielli, arrivando ad aggredire la proprietaria dopo essere stata scoperta.
La donna è stata arrestata dai carabinieri con le accuse di rapina, furto e lesioni personali. Considerato lo stato avanzato della gravidanza, il pubblico ministero Giulia Grillo ha disposto per lei gli arresti domiciliari, successivamente confermati dal gip Veronica Giacoia, con l'applicazione del braccialetto elettronico.
L'episodio sarebbe avvenuto intorno all'ora di cena. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la 29enne sarebbe entrata in un appartamento attraverso una finestra lasciata aperta, utilizzando una scala per raggiungere il davanzale. Una volta all'interno, avrebbe iniziato a rovistare nella camera da letto, impossessandosi di collane, anelli, bracciali e orecchini.
La donna avrebbe pensato che nell'abitazione non ci fosse nessuno. In realtà, la proprietaria, una 65enne originaria di Busto Garolfo, si trovava in casa insieme alla madre, affetta da Alzheimer.
Insospettita da alcuni rumori, la proprietaria sarebbe entrata nella camera da letto, trovandosi faccia a faccia con la ladra. Ne sarebbe nata una colluttazione. Secondo quanto ricostruito, la 29enne avrebbe intimato alla donna di stare zitta e l'avrebbe poi aggredita, provocandole alcuni graffi.
La proprietaria avrebbe reagito iniziando a chiedere aiuto. A quel punto la 29enne sarebbe fuggita dall'abitazione, riuscendo a scavalcare una recinzione alta circa due metri. Il trambusto avrebbe attirato l'attenzione dei vicini, che sarebbero riusciti a fermarla e ad avvertire i carabinieri.
L'interrogatorio
Durante l'interrogatorio davanti al gip, la donna, assistita dall'avvocato Simona Ranisi, avrebbe ammesso di essere entrata nell'abitazione per rubare, sostenendo però di non aver aggredito la proprietaria.
Avrebbe inoltre riferito di essere entrata approfittando del fatto che la finestra e il cancello fossero aperti e avrebbe sostenuto di essere costretta a rubare per mantenere i figli.
La difesa ha chiesto una misura meno afflittiva rispetto agli arresti domiciliari, ma il gip ha ritenuto necessaria la misura cautelare, disponendo anche il braccialetto elettronico.
Secondo il giudice, a pesare sulla valutazione della misura sarebbero soprattutto i precedenti penali specifici della donna e il rischio di reiterazione dei reati. Non sarebbe stato invece ravvisato un concreto pericolo di fuga, anche in considerazione della presenza del marito, dei cinque figli e del parto ormai imminente.
La 29enne resterà quindi agli arresti domiciliari in attesa degli sviluppi dell'inchiesta e del procedimento giudiziario.
